La "Comfort Zone"
Per pochi passi avanti controvento,
ancor di più ne abbiamo fatti indietro.
Ci nascondiamo dietro a un paravento
che appare trasparente come il vetro.
Servono anni, secoli, millenni
per sradicare questa ipocrisia
che muove gesta nobili e solenni
vestendo l’uomo al pari di un “messia”.
Aprendo il portafoglio provi orgoglio
nel dare aiuto agli altri, nel donare,
ma inconsciamente temi sia un imbroglio,
perché, dall’uomo, che ti puoi aspettare?
E tu (che uomo sei), cosa ti aspetti?
Ti basta avere la coscienza in pace
con dieci euro al mese “benedetti”?
<Di più non posso dare, mi dispiace!
Almeno ho fatto un gesto generoso!
Sono più bravo io di chi non offre!>
No, sei soltanto un ego pretenzioso:
non te ne frega niente di chi soffre!
La “comfort zone” che ti sei creato
invoglia la tua anima a dormire
ma sei soltanto un uomo fortunato
rispetto a chi, più in là, resta a soffrire.
Fa’ pure buone gesta, e sii altruista,
ma sappi che all’umanità dormiente
non serve carità assistenzialista
ma una sveglia per renderla “Cosciente”.
Noi siamo gocce fuse in questo mare
fatto di gocce unite le une all’altre
ma tu ti ostini nel discriminare
poiché il tuo ego ha doti molto scaltre.
Metti il tuo impegno non nel tuo denaro,
bensì nel desiderio di cambiare:
cambia te stesso, ed il tuo cuore avaro
imparerà cosa vuol dire AMARE!
Jader
L'uomo si illude di evolversi sul piano morale e spirituale, ma i passi compiuti all'indietro superano quelli fatti in avanti. Ci nascondiamo dietro a protezioni fragili ed esibiamo atteggiamenti solenni che servono solo a mascherare un profondo egoismo. I "dieci euro al mese benedetti" non nascono dal desiderio reale di aiutare, ma dal bisogno egoistico di sentirsi "a posto con la coscienza" e moralmente superiori a chi non dona. L'autore smaschera la carità assistenzialista, evidenziando come, sotto la patina della generosità, rimanga un totale disinteresse per la sofferenza altrui. La comfort zone non è un traguardo, ma un'anestesia per l'anima. Vivere nel privilegio e nella comodità induce al torpore morale, facendo dimenticare chi resta più indietro a soffrire. All'umanità "dormiente" non servono aiuti di facciata o carità passiva, ma un risveglio di "Consapevolezza Interiore". Le divisioni, la discriminazione e le barriere sociali sono unicamente frutto delle astuzie dell'ego. La vera trasformazione non passa attraverso il denaro versato ad altri, ma attraverso l'impegno nel cambiare se stessi. Soltanto sconfiggendo la rigidità del "cuore avaro" si può scoprire la reale essenza dell'AMARE.
La poesia invita il lettore a compiere un esame di coscienza radicale: abbandonare la falsa generosità di comodo e uscire dal guscio protettivo della propria comfort zone per abbracciare un'autentica empatia e un'unione fraterna con il resto dell'umanità.