Riflesso di me stessa ma identificata
in questo oggetto umano, in questo corpo-mente.
IO SONO la Coscienza, niente mi ha creata
poiché sono il Divino, sono la Sorgente.


Nan Yar?
Tat Tvam Asi!

"IO SONO CIO' PER CUI SO CHE IO SONO"

Meditare con la Poesia

"La Mortale Commedia"




LA MORTALE COMMEDIA (2020)

Non è dato sapere se siano esistiti altri autori capaci di cimentarsi nel riscrivere nella sua interezza l'Inferno de “La Divina Commedia” di Dante Alighieri, utilizzando la stessa metrica adottata dal Poeta Fiorentino composta da terzine in versi endecasillabi a rima incatenata.
Liberamente ispirata all' Opera originale, la “Mortale Commedia” di Jader propone al lettore una chiave interpretativa inedita ed inconsueta, trasformando il viaggio nell'Inferno Dantesco in un percorso non tanto di condivisione spirituale evolutiva con il lettore, quanto di Unicità intimamente ed essenzialmente trascendentale.
Essere e (non) Essere giungono alfine ad assumere la stessa eterea natura del Tutto e del Nulla, in perfetta armonia con quanto insegnato dai grandi Maestri Advaita.





Copyright © 2020
tutti i diritti riservati



Canto I 

1-1 Nel mezzo del cammin di questa vita,
1-2 ammesso che io muoia assai longevo,
1-3 capii ch'ogni certezza era svanita.

1-4 Che della mia esistenza conoscevo
1-5 quel poco dai miei sensi percepito...
1-6 E ne provai tutt'altro che sollievo!

1-7 Possibile che l'uomo e l'infinito
1-8 rimangano due cose separate?
1-9 Si può toccare il cielo con un dito?

1-10 Pesante, come un sacco di patate,
1-11 cercavo una plausibile risposta
1-12 a queste mie domande improvvisate.

1-13 La vita è come all'uomo vien proposta
1-14 o dietro questa vivida esperienza
1-15 ben altra verità vive nascosta?

1-16 Di tali dubbi è meglio viver senza!
1-17 Ci sono già fin troppe circostanze
1-18 che rendono complessa l'esistenza!

1-19 ...Per qualche tempo tenni le distanze
1-20 da questo avvicendarsi di pensieri,
1-21 che allontanai dalle mentali stanze.
………………………………………………………………………………….[omissis]
1-52 Ma prima o poi dal collo dell'imbuto
1-53 han da passare tutti, belli e brutti,
1-54 e a ognuno sarà dato il benvenuto!

1-55 Il mare non rinnega mai i suoi flutti,
1-56 così come la pianta non si tedia
1-57 di partorire per chiunque i frutti!

1-58 Orbene, riscriviamo la Commedia!
1-59 Mortale divenir dell'Uomo Vero
1-60 che l'anima ha affogato nell'inedia!

1-61 Nei canti dell'inferno il cielo è nero;
1-62 il purgatorio è il luogo del riscatto;
1-63 il paradiso è l'Uomo, è il Suo mistero!
………………………………………………………………………………….[omissis]
1-85 Occorre ricercare con scaltrezza
1-86 laddove Verità se stessa cela:
1-87 sondar l' ’Io Sono’ nella sua interezza.

1-88 Il ragno, al centro della ragnatela,
1-89 è all'erta e attende quella vibrazione
1-90 che il tocco di una preda gli rivela.

1-91 Nell'uomo non c'è simile attenzione
1-92 per l'Universo che gli vibra attorno
1-93 in quanto è assorto nella sua ambizione.

1-94 Di questo pur effimero soggiorno
1-95 che lo ha condotto sulla madre Terra
1-96 apprezza solo ciò di cui si è adorno.

1-97 La Verità sta lì, ma non l'afferra,
1-98 tant'è così impegnato nel gestire
1-99 la sua terrena e improduttiva guerra.
………………………………………………………………………………….[omissis]
1-127 Ma la ricerca non è mai finita!
1-128 Ve lo dimostra chi vi sta scrivendo
1-129 che il Labirinto non ha vie d'uscita!

1-130 Il viaggio che vi vado proponendo,
1-131 mortal commedia d'uomo commediante,
1-132 ha inizio nell'inferno, luogo orrendo!

1-133 Non me ne voglia il Sommo! Scusa Dante,
1-134 se oso ricalcare la tua rima,
1-135 ma dopo questo viaggio affascinante
1-136 per me e il lettore niente è come prima!

Canto II 

2-1 Laddove il tempo non ha mai scandito,
2-2 Laddove di esistenza non c'è prove,
2-3 Laddove il niente è uguale all'infinito.

2-4 Laddove non può esistere un ‘laddove’
2-5 poiché nessun ricordo ha oltrepassato
2-6 quel nulla che dà forma a vite nuove...

2-7 È là che il mio pensiero si è inceppato:
2-8 dov'ero il giorno del concepimento?
2-9 Dov'ero il giorno prima di esser nato?

2-10 Non riesco a soffocare lo sgomento
2-11 che d'improvviso assale la mia mente:
2-12 dov'ero, se è esistito quel momento?

2-13 Se questa vita ha origine dal niente,
2-14 dal niente non può nascere un ‘qualcosa’
2-15 di vero, di reale, di esistente!
………………………………………………………………………………….[omissis]
2-58 Ricordo solo di essermi svegliato
2-59 trascorsi i primi anni della vita.
2-60 Ma prima? Chi vagiva nel neonato?

2-61 Da quella inconoscibile dormita
2-62 non c'è coscienza o sogno che riaffiora:
2-63 non c'è un ingresso, eppure c'è un'uscita!

2-64 Son desto adesso, o sto dormendo ancora?
2-65 Mi strega questa insolita questione
2-66 che mai mi si era posta fino ad ora.
………………………………………………………………………………….[omissis]
2-130 È questa l'anticamera all'inferno:
2-131 mentale vita immersa nell'oblio
2-132 di celebrar se stessa nell'eterno!

2-133 Chi imputa la nascita al buon Dio;
2-134 chi è certo di esser vivo grazie al caso...
2-135 Nessuno si domanda: ‘Sono io’ ?
………………………………………………………………………………….[omissis]
2-139 Di questo canto fanne il tuo tesoro
2-140 o rimarrai in balia della tua mente.
2-141 Non tutto ciò che brilla è vero oro,
2-142 non tutto ciò che è ‘nulla’ è inesistente!

Canto III

3-1 Nel millenovecentocinquantotto,
3-2 il due del caldo mese del solstizio,
3-3 è il giorno in cui il mio stato fu interrotto.

3-4 No so se fu una gioia od un supplizio.
3-5 Da quello che mi è dato ricordare,
3-6 probabilmente, quello fu il mio inizio!
………………………………………………………………………………….[omissis]
3-22 Intorno ai due o tre anni, inaspettata,
3-23 apparve ciò che chiamano ‘coscienza’
3-24 e la mia vita apparve risvegliata.

3-25 Ero già io? Così dice la scienza:
3-26 un uomo è un uomo sin da quando è nato,
3-27 sebbene non possieda conoscenza!

3-28 E conoscenza, strato dopo strato,
3-29 è decantata in me, con l’istruzione,
3-30 e il buon esempio mi ha condizionato!

3-31 Famiglia, scuola, amici, religione,
3-32 nazione, lingua, sesso e altrui pensiero…
3-33 …Intorno a me si eresse una prigione!
………………………………………………………………………………….[omissis]
3-61 Foriera di insuccessi e di conquiste,
3-62 la vita accade al mio testimoniare.
3-63 Né mi rallegra, né mi rende triste.

3-64 Così mi accadde un giorno di sbocciare,
3-65 urlando al mondo intero il mio vagito,
3-66 ma il fiore, prima o poi, dovrà seccare.

3-67 Chi sono io? Non sono mai esistito!
3-68 Non sono questo ammasso di concetti
3-69 che il ‘caso’ ha casualmente concepito.

3-70 Non sono io, a men che non accetti
3-71 di essere un pensiero già pensato
3-72 da chi mi ha indottrinato di precetti.
………………………………………………………………………………….[omissis]
3-91 Mi trovo qui all’inferno, caro Dante!
3-92 Percorrerne dovrò tutti i gironi,
3-93 comprenderne l’inganno accattivante!

3-94 Lo so, dovrò procedere a tastoni:
3-95 le mani tese avanti a prevenire
3-96 le più complesse e strane situazioni.
………………………………………………………………………………….[omissis]
3-100 Caronte, saldamente al suo timone,
3-101 con la sua barca gli inferi traghetta
3-102 e ad ogni uomo chiede un’oblazione.

3-103 Denari o gemme rare non accetta:
3-104 non mi dà niente in cambio di ricchezza.
3-105 Non sa che farne di ogni mia etichetta.
………………………………………………………………………………….[omissis]
3-133 La via maestra pullula di morti.
3-134 L’inferno è un paradiso mai perduto.
3-135 Nell’alternanza delle umane sorti
3-136 testimoniar se stessi è il vero aiuto.

Canto IV

4-1 Alzo lo sguardo all’occhio dell’abisso
4-2 nel quale ventre sono sprofondato.
4-3 Il sole filtra, ed io l’osservo fisso.

4-4 Dal mondo esterno, ch’oggi ho abbandonato,
4-5 s’odono lodi in festa di bambini
4-6 che forse un giorno pure io ho cantato.

4-7 Lassù, schiere di Santi e Cherubini
4-8 irrorano la vita di lietezza
4-9 fulgendo i loro raggi diamantini.

4-10 Qua dentro, invece, dubbio e debolezza
4-11 trasudano di un orrido infernale
4-12 mettendo a dura prova ogni certezza.
………………………………………………………………………………….[omissis]
4-25 Dall’antro in cui mi devo incamminare
4-26 mi giungono presagi di ossessione.
4-27 Il passo trema, eppure devo andare.

4-28 Ne sono certo: questo è il mio girone!
4-29 È qui che finalmente vedrò in faccia
4-30 il vero volto della depressione.

4-31 Sono la preda, e tutto il mondo è a caccia.
4-32 Per quanto abbia ascoltato ed abbia letto,
4-33 la mia cultura è solo cartastraccia.
………………………………………………………………………………….[omissis]
4-58 Dall’antro, che degli inferi è l’ingresso,
4-59 si affaccia una figura spaventosa.
4-60 La osservo meglio, e scorgo il mio riflesso!

4-61 Chi sei? – domando – ombra tenebrosa?
4-62 e quella a me: “domandati piuttosto
4-63 se posso agevolarti in qualche cosa!

4-64 Tu sei all’inferno, questo è il suo avamposto,
4-65 e non ti servirà desiderare
4-66 di guadagnar l’uscita ad ogni costo

4-67 In questo luogo devi sublimare
4-68 qualunque tua esperienza o desiderio
4-69 se in paradiso ambisci di tornare.
………………………………………………………………………………….[omissis]
4-121 Io sono qui per porgerti il mio aiuto,
4-122 per farti ritrovare quella strada
4-123 lungo la quale mai ti sei perduto.

4-124 Poche parole: ‘vada come vada’
4-125 perché è così che tutto deve andare.
4-126 La vita è una magnifica sciarada:

4-127 il primo è ciò che occorre per pescare;
4-128 al fianco del secondo è la regina;
4-129 l’intero è ciò che ognuno può donare!

4-130 Colui che dà risposta e che indovina,
4-131 comprende che la somma è sempre Uno
4-132 e sulla Via Maestra si incammina.
………………………………………………………………………………….[omissis]
4-145 Io ti ringrazio, nobile presenza,
4-146 di avere alleggerito la mia pena
4-147 facendo risvegliar la mia coscienza.

4-148 L’anima mia si sente più serena
4-149 sapendo che il divino è qui al mio fianco.
4-150 La vita è una stupenda messinscena
4-151 e di ammirarla non sarò mai stanco.

Canto V

5-1 L’occhio s’abitua al buio e come un gatto
5-2 scendo rasente il muro delle scale.
5-3 Trattengo il fiato, silenzioso e quatto.

5-4 Non so se più temere l’altrui male
5-5 o il male che mi faccio da me stesso
5-6 nel non volere un vivere normale.

5-7 Ammetto che ho paura, lo confesso.
5-8 Degl’inferi ho varcato ormai la soglia:
5-9 non c’è più tempo per pentirmi adesso.
………………………………………………………………………………….[omissis]
5-34 La mia discesa sembra ormai finire
5-35 ma è solo un primo cerchio che ho raggiunto.
5-36 Più scendo è più s’accresce il progredire.

5-37 Più scendo e più si acquieta il disappunto
5-38 per questa incontrollabile avventura
5-39 e per il rischio che mi sono assunto.

5-40 Ormai non sento più di aver paura
5-41 sebbene questo luogo non sia bello.
5-42 Fermarsi è andare contro la natura.

5-43 Mi appaiono le mura di un castello:
5-44 sette le cinte, sette le virtù
5-45 da conquistare, anello dopo anello.

5-46 È qui che forse è sceso anche Gesù?
5-47 Profeta dei profeti, a liberare
5-48 uomini eletti dalla schiavitù.
………………………………………………………………………………….[omissis]
5-115 Se superato avrò le sette mura,
5-116 se di virtù e di fede sarò adorno,
5-117 l’uscita dall’inferno è più sicura.

5-118 Ma prima di iniziare il mio ritorno
5-119 dovrò toccare il più profondo punto:
5-120 se non c’è notte non esiste il giorno!

5-121 Sull’orlo dell’abisso sono giunto
5-122 e tenebra dovrò sperimentare,
5-123 per quanto sia mai nato e mai defunto.
………………………………………………………………………………….[omissis]
5-139 “Non soffermarti ancora: guarda e passa!”
5-140 È la mia guida a giungere in mio aiuto.
5-141 “Prosegui oltre ed il tuo sguardo abbassa:
5-142 se metti un piede in fallo sei perduto!”

Canto VI

6-1 Mi affaccio e il cono appare ancor più stretto.
6-2 Ho il braccio del maestro che mi cinge,
6-3 quasi a crearmi attorno un parapetto.

6-4 Non so qual è la forza che mi spinge
6-5 a scendere nel cerchio sottostante.
6-6 Egli mi osserva, arcano come sfinge.

6-7 Maestro – chiedo io – quanto è importante
6-8 che io prosegua questo viaggio umano?
6-9 Di cose ormai ne ho già imparate tante…

6-10 Risponde lui, prendendomi la mano:
6-11 “Dovrai nuotare fino all’altra sponda.
6-12 Se non la tocchi, avrai nuotato invano.

6-13 Osserva tutto ciò che ti circonda:
6-14 questo universo è in te da quando esiste
6-15 e insieme a te galleggia oppure affonda.”
………………………………………………………………………………….[omissis]
6-28 Nessuno mai può ricucire un cuore
6-29 spezzato in due dal desiderio acuto
6-30 di far resuscitare ciò che muore.

6-31 Ma forse tu puoi essergli d’aiuto,
6-32 a patto che Minosse ti consenta
6-33 di farlo risalire dall’imbuto…”

6-34 Quella figura enorme mi spaventa
6-35 ma pur se alla sua coda vive avvinto
6-36 son certo non sia un’anima violenta.

6-37 “Fu grazie a lui che è sorto il Labirinto,
6-38 nel quale volle confinare il male
6-39 che tu, Teseo novello, hai scorto e vinto!
………………………………………………………………………………….[omissis]
6-64 Guardo il maestro mio: veglia commosso
6-65 un cuore enorme immobile nell’aria,
6-66 da lieve brezza leggermente mosso.

6-67 Cos’è questa visione straordinaria?
6-68 Cos’è quel cuore che ci danza accanto,
6-69 splendendo di bellezza solitaria?

6-70 Tendo l’orecchio e percepisco un pianto.
6-71 “Sono due uccelli uniti da un destino
6-72 che non li volle liberare in canto!”

6-73 L’etereo affresco si fa più vicino
6-74 e già riesco a distinguere due volti,
6-75 proscritti in questo luogo di confino.

6-76 Con gli occhi tristi, verso me rivolti,
6-77 è l’ombra femminile che esordisce:
6-78 “Siamo due fiori non ancora colti”

6-79 La osservo, ed il mio cuore rattristisce.
6-80 “Amor, ch’ a nullo amato amar perdona”
6-81 sussurro dentro, mentre lei svanisce.
………………………………………………………………………………….[omissis]
6-109 L’amore è effervescente quanto schivo
6-110 e nessun uomo, servo di edonismo,
6-111 potrà mai usarlo in modo coercitivo.

6-112 Colui che nutre  l’ego e il suo egoismo,
6-113 non serba spazio in sé per l’amor vero.
6-114 Colui che ha il cuore colmo di altruismo
6-115 è nunzio dell’amore più sincero.”
Canto VII 

7-1 Maestro, posso farti una domanda?
7-2 In questo inferno colmo di dolore,
7-3 chi è quel Dio che vigila e comanda?

7-4 Lo sai, io sono stato un peccatore
7-5 e pecco ancora, nonostante tutto.
7-6 Sono la Luce, o un semplice colore?

7-7 Sono la Pianta, o un maturato frutto
7-8 costretto a terra tra le sue radici,
7-9 fin quando il tempo non l'avrà distrutto?   

7-10 Potrò incontrare Dio? Tu che ne dici?
7-11 Potrà Maometto andare alla Montagna
7-12 e inerpicarsi sulle Sue pendici?

7-13 Ma soprattutto... Dio che ci guadagna
7-14 da uno come me, che non ha niente,
7-15 che ha solo la sua vita per compagna?
………………………………………………………………………………….[omissis]
7-52 Di tutto ciò che vedi, nulla è vero!
7-53 Potrai vibrare in altre dimensioni.
7-54 Potrai comunicare col pensiero.

7-55 Potrai mirare a nobili ascensioni
7-56 o recitar parole di conforto
7-57 per chi è gravato dalle indecisioni.

7-58 Potrai sperare, quando sarai morto,
7-59 di vivere con Dio e la Verità
7-60 fin quando un giorno non sarai risorto.

7-61 Pur conquistando doti e qualità,
7-62 pur diffondendo amore tra gli umani,
7-63 pur visitando aliene civiltà,

7-64 non tratterrai che il nulla tra le mani!
7-65 È solo Maya, splendida illusione,
7-66 e non c'è ieri, oggi, né domani.
………………………………………………………………………………….[omissis]
7-127 Maestro, ciò che ho udito mi fa male.
7-128 Le tue parole mi hanno tolto il fiato.
7-129 Comprendo: la domanda era banale,
7-130 l'inferno me lo sono meritato!

Canto VIII 
8-1 Cerbero veglia a guardia dei dannati,
8-2 costretti dal pensiero a soggiornare
8-3 quaggiù, nel terzo cerchio segregati.

8-4 Le sue tre gole emettono un latrare
8-5 che ossessionante penetra la mente
8-6 di chi non ha più forza per pensare.

8-7 Di chi si aggrada a non pensare a niente;
8-8 di chi dei suoi pensieri si riveste;
8-9 di chi non ha un pensiero prevalente.
………………………………………………………………………………….[omissis]
8-55 Osserva intorno a te questo stagnante
8-56 e putrido acquitrino che ghermisce
8-57 le proprie prede in modo ‘sì aberrante.

8-58 La pioggia infuria e l’acqua non lenisce
8-59 la sofferenza di chi il sole agogna.
8-60 E Cerbero su questi si accanisce!

8-61 Son condannati in questa sporca fogna
8-62 perché non hanno mai riconosciuto
8-63 il loro falso sé quant’è carogna!
………………………………………………………………………………….[omissis]
8-76 Ma adesso voglio metterti alla prova:
8-77 costui che afferma di chiamarsi Ciacco
8-78 è in cerca di qualcuno che non trova.

8-79 Un dì ha subito un tragico distacco
8-80 venendo abbandonato dal padrone,
8-81 che fu tradito dal suo agir vigliacco.”

8-82 Che parli dunque! Orrenda punizione
8-83 è l’essere reclusi in questo luogo!
8-84 Di quali mali fosti mai cagione?

8-85 “Signore, perdonatemi lo sfogo,
8-86 poiché quest’acqua non potrò mai bere
8-87 preferirei arrostire sopra il rogo!

8-88 Del mio padrone ero il consigliere.
8-89 Di me lui si fidava senza indugio
8-90 ed ero la sua fonte di sapere.

8-91 In me trovava sempre il suo rifugio,
8-92 sebbene in fondo fossi il suo tiranno
8-93 e usassi qualche sporco sotterfugio.

8-94 Sapevo pilotarlo con l’inganno:
8-95 credeva fosse il solo a comandare,
8-96 potente ed al sicuro da ogni danno.

8-97 Ma un brutto giorno smise di pensare
8-98 e dal quel dì per me furono guai
8-99 poiché il suo intuito prese a funzionare.

8-100 Mi disse: “Mente astuta! Adesso sai
8-101 qual è il tuo vero ruolo in questo mondo!
8-102 Fuggi all’inferno e non tornare mai!”

8-103 Cacciata in questo luogo nauseabondo,
8-104 ti basti ciò, del mio passato losco:
8-105 più non ti dico e più non ti rispondo!”
………………………………………………………………………………….[omissis] 
Canto IX

9-1 Percorrere l’inferno insegna molto,
9-2 sebbene sia difficile scovare
9-3 noi stessi dietro al nostro stesso volto.

9-4 Nel nostro ancora incerto camminare,
9-5 è facile trovarsi in situazioni
9-6 che ancora ci è impossibile spiegare.

9-7 Ma l’uomo deve aver delle opinioni
9-8 poiché altrimenti crolla il suo castello
9-9 poggiato su un terreno di illusioni.
………………………………………………………………………………….[omissis]
9-52 Tutto il mio corpo intimorito arretra,
9-53 quand’ecco comparir dalla caverna
9-54 la sagoma di Pluto, belva tetra.

9-55 “Non lo temere: il dio che lo governa
9-56 ha riservato a noi rari destini
9-57 che condurranno alla saggezza eterna!

9-58 In te si è ridestata Kundalini.
9-59 Il Fuoco Sacro, per un solo istante,
9-60 ti ha fatto assaporar doni divini.

9-61 Adesso che le sbarre sono infrante
9-62 non indugiamo oltre in questa terra
9-63 e proseguiamo il viaggio affascinante!”

9-64 Pluto si para e un ululato sferra.
9-65 Vedendomi indeciso, il mio tutore
9-66 mi affianca per equilibrar la guerra.

9-67 “Devi tacere, o lupo, il tuo Signore
9-68 ha già indicato a noi la nostra mèta.
9-69 Non puoi disubbidire a un Superiore!”

9-70 Con mio stupor, la belva torna quieta
9-71 e come vela che non ha più vento
9-72 s’inchina all’avanzare del Poeta.
………………………………………………………………………………….[omissis]
9-79 “In questo quarto cerchio dell’imbuto
9-80 prodighi e avari: il troppo e il troppo poco.
9-81 E tu, cos’hai donato o trattenuto?

9-82 Non parlo di fortune perse al giuoco
9-83 o accumulate a spese di qualcuno:
9-84 il dare è l’acqua e il trattenere è il fuoco.

9-85 Non parlo di opulenza o di digiuno
9-86 ma di saper centellinar se stesso,
9-87 gestendosi nel modo più opportuno.”

9-88 Ancor non ho capito, lo confesso!
9-89 Ma posso dir che l’uomo a volte tende
9-90 ad abusar di ciò che gli è concesso…

9-91 “Quanta ignoranza è quella che vi offende!
9-92 Vi piace accattonare cose nuove
9-93 come un barbone che la mano tende.
………………………………………………………………………………….[omissis]
9-106 Giungendo qui, nel regno del trapasso,
9-107 l’abuso del tuo prendere o del dare
9-108 ti si propone innanzi come un masso.

9-109 Se questa soglia ambisci superare,
9-110 lontan da te, spingendolo in avanti,
9-111 con grande sforzo fallo rotolare.

9-112 Di falsi vati ce ne sono tanti.
9-113 Di falsi allievi ce n’è ancor di più.
9-114 Non dedicargli i tuoi preziosi istanti!

9-115 Sono soltanto acerbe gioventù:
9-116 taluno vuol colmar la sua ignoranza,
9-117 talaltro vuol mostrar le sue virtù.
………………………………………………………………………………….[omissis]
9-130 “Non sei colui che credi: un io pensante
9-131 che cerca a tutti i costi il proprio scopo.
9-132 La Verità non è molto distante…
9-133 Ma proseguiamo… Ne parliamo dopo!”

Canto X

10-1 Giunti a una sponda, ci guardiamo attorno
10-2 cercando un mezzo adatto a navigare:
10-3 chi non procede non può far ritorno!

10-4 Maestro, questo è un fiume, un lago o un mare?
10-5 Restiamo fermi qui, su questa riva?
10-6 Non dirmi che ci toccherà nuotare!

10-7 “Vedrai che prima o  poi qualcuno arriva!
10-8 È il fiume Stige, il fiume del lamento.
10-9 Ti svelo qualche sua prerogativa…

10-10 È testimone d’ogni giuramento:
10-11 un sorso d’acqua svela chi ha ingannato
10-12 e lo spergiuro paga col tormento.

10-13 Qui Achille venne immerso appena nato
10-14 e l’acqua gli donò immortalità.
10-15 Ma il suo tallone non ne fu bagnato.
………………………………………………………………………………….[omissis]
10-43 Vedo un battello, con la prua rotonda,
10-44 avvicinarsi a riva in un baleno.
10-45 Al suo timone è una figura immonda. 

10-46 Non oso alzare i piedi dal terreno
10-47 ma il mio Maestro mi sospinge avanti
10-48 ed io come un anguilla mi dimeno!

10-49 “Flegiàs ci condurrà dagli abitanti
10-50 che fanno propria la città di Dite,
10-51 ben oltre la palude, là davanti!

10-52 Questo pantano pullula di vite
10-53 oppresse dall’accidia e dalla rabbia:
10-54 chi tacque sempre, chi cercò la lite!

10-55 E tu, dove ti trovi? In quale gabbia
10-56 il mare della vita ti ha gettato?
10-57 sei duro scoglio o sbriciolata sabbia?
………………………………………………………………………………….[omissis]
10-79 A guardia di quell’unica apertura,
10-80 che è via di accesso al cuore dell’inferno,
10-81 una gran folla mette gran paura.

10-82 Come faremo a giungere all’interno?
10-83 Son angeli o son dèmoni, costoro?
10-84 Li manda satanasso o il Padreterno?

10-85 “Mi son provato già a parlar con loro
10-86 ma la mia voce non ha fatto breccia.
10-87 Vedrai, verrà in aiuto il Messo d’Oro!

10-88 Soltanto lui, scagliando la sua freccia,
10-89 farà tacer per sempre quel baccano,
10-90 farà fuggire questa orrenda feccia”.

10-91 Ma tu, che tieni un intelletto sano,
10-92 afferra tutto ciò che si nasconde
10-93 in questo mio narrare in modo strano!
………………………………………………………………………………….[omissis]
10-115 Dall’orizzonte, una figura alata
10-116 compare all’improvviso, come il vento
10-117 irrompe in una placida giornata.

10-118 Alla sua vista, colti da spavento,
10-119 i demoni-pensiero fuggon via,
10-120 mettendo fine al nostro accerchiamento.

10-121 Maestro, quale splendida magia
10-122 serba colui che ha fatto così in fretta
10-123 a far pulito in questa mente mia?

10-124 Il Messo stringe in mano una verghetta.
10-125 Gli basta un tocco per aprir la porta,
10-126 poi vola via, sembrando una saetta.

10-127 “Possiamo entrare nella città morta!
10-128 Adesso che la mente si è pulita,
10-129 non troveremo ostacoli di sorta.
………………………………………………………………………………….[omissis]
Canto XI

11-1 La porta delle mura è spalancata
11-2 e dalla soglia un magico bagliore
11-3 risale fino al centro dell’arcata.

11-4 Io mi incammino avanti, con l’ardore
11-5 del milite che ha vinto la battaglia
11-6 senza versar né sangue né sudore.

11-7 Sebbene la diabolica marmaglia
11-8 sia stata messa in fuga dal Divino,
11-9 la luce del trionfo già mi abbaglia.

11-10 Maestro! Vieni! Stammi più vicino!
11-11 Perché rimani fermo e sei perplesso?
11-12 Perché non vuoi riprendere il cammino?
………………………………………………………………………………….[omissis]

11-37 “Laddove non può esistere un laddove…”
11-38 “L’hai detto tu! Ma adesso l’hai davanti!
11-39 Qui non si tratta di esperienze nuove!

11-40 Non aspettarti cose affascinanti.
11-41 Oltre la porta niente ha più valore,
11-42 nemmeno una montagna di diamanti!

11-43 Là non si prova gioia né dolore.
11-44 Non c’è più nulla in quella dimensione:
11-45 né il sentimento d’odio, né l’amore.
………………………………………………………………………………….[omissis]
11-70 Come la pioggia, goccia dopo goccia,
11-71 nutre la terra senza appariscenza
11-72 fin quando il fiore finalmente sboccia,

11-73 così sarà per te la mia presenza.
11-74 E il viaggio che proseguiremo insieme
11-75 ti arricchirà di gloria e di sapienza.

11-76 Adesso tu sei poco più di un seme:
11-77 se entri in quella luce sei spacciato.
11-78 Il saggio non la brama e non la teme!
………………………………………………………………………………….[omissis]
11-103 Non riesco più a seguire il tuo discorso!
11-104 Se questa porta è qui, ed è stata aperta
11-105 da un Angelo venuto in mio soccorso,

11-106 non posso rinunciare a questa offerta!
11-107 O forse tu vuoi dirmi che è un tranello
11-108 che sonda la mia sete di scoperta?

11-109 Restarmene all’inferno non è bello!
11-110 Se oltre a quella porta è il paradiso,
11-111 perché non fare un salto di livello?

11-111 “Tu salta dove vuoi, ma io ti avviso
11-113 che ricadrai davanti a questa porta
11-114 fin quando l’ego non sia stato ucciso
11-115 ed ogni sua ambizione non sia morta!”

Canto XII 

12-1 Dopo aver detto ciò il Maestro tace,
12-2 lasciandomi in silenzio a valutare
12-3 per quale via poter trovar la pace.

12-4 Non nego che il mio istinto voglia andare
12-5 incontro a quella luce che mi incanta
12-6 ma forse ho ancora molto da imparare!

12-7 Di strada ne ho già fatta. Poca o tanta?
12-8 Non riesco a giudicare se son seme,
12-9 fuscello, arbusto o secolare pianta!
………………………………………………………………………………….[omissis]
12-25 “Comprendo il tuo stupore nel capire
12-26 che tutto ciò che vai sperimentando
12-27 non cambierà d’un soffio il tuo esperire.

12-28 D’altronde è questa via che stai cercando:
12-29 la via che ti riporti alla dimora
12-30 senza un perché, né un dove un come o un quando.”
………………………………………………………………………………….[omissis]
12-49 Lo sai che io vorrei toccar con mano
12-50 le verità che appena sto intuendo,
12-51 ma più le osservo e più me ne allontano.

12-52 La vita è qualche cosa di stupendo
12-53 ma non capirne il senso né il motivo
12-54 mi mette addosso un brivido tremendo.

12-55 “Tu osservi il tempo in modo deduttivo:
12-56 desumi che ha una sua linearità
12-57 per cui ogni evento causa il successivo.

12-58 Ma questo effetto di causalità
12-59 si crea dentro i ricordi di una mente
12-60 che esiste nella temporalità.”
………………………………………………………………………………….[omissis]
12-91 All’uomo appare il giorno e poi la sera
12-92 ma il sole splende sempre, su nel cielo.
12-93 La vita è un’esperienza passeggera:

12-94 è un fiore appeso a un delicato stelo
12-95 che fino al giorno in cui dovrà seccare
12-96 non teme sole, pioggia, vento o gelo.

12-97 Non domandargli: che sei nato a fare?
12-98 Il fiore non si pone la domanda.
12-99 Al fiore è sufficiente profumare!

12-100 Non sa se esiste un dio che lo comanda
12-101 ed anche se esistesse cosa importa?
12-102 Accetterebbe ciò che dio gli manda!
………………………………………………………………………………….[omissis]
12-124 Ma come posso entrare in questo mondo?
12-125 Ormai son anni che proseguo dritto
12-126 ma ho l’impressione di girare in tondo!

12-127 “Non è un miraggio, ma non c’è tragitto
12-128 che mai potrà condurti a quella meta.
12-129 Se cerchi un varco tornerai sconfitto.

12-130 Né servirà seguire la cometa
12-131 che sorge dalle rime affascinanti
12-132 di qualche discutibile poeta.

12-133 Non ti voltare, non guardare avanti,
12-134 e tratta il tempo come un farabutto.
12-135 Non vivere di gioie o di rimpianti.

12-136 Ricordati che il niente è uguale al tutto
12-137 e sii cosciente che non sei mai nato.
12-138 Se tutto ciò che sei sarà distrutto,
12-139 non c’è da fare altro: sei arrivato!”

Canto XIII

13-1 Maestro, vuoi che avanzi o che indietreggi?
13-2 Di tentativi ormai ne ho fatti tanti
13-3 ma non comprendo queste nuove leggi!

13-4 “Tornare indietro o proseguire avanti
13-5 non cambierà di molto la tua essenza
13-6 e i tuoi obiettivi non verranno infranti!

13-7 Non c’è una méta, o un punto di partenza.
13-8 Non c’è destino, non c’è vita o morte.
13-9 Nessun futuro, per la tua coscienza.

13-10 Ti vedo fiero, baldanzoso e forte,
13-11 ma sei nel guado tra realtà e illusione
13-12 ed in balìa di identità distorte.

13-13 Hai in te le due nature del Grifone:
13-14 sei terra e cielo e puoi schivar l’agguato
13-15 di Aletto, di Megera e Tisifone.

13-16 Le tre sorelle Erinni che han tentato
13-17 di volgere il tuo sguardo a la Medusa
13-18 perché fossi da lei pietrificato.

13-19 Se la tua mente è frivola ed illusa,
13-20 da tutti gli io-pensiero attanagliata,
13-21 qualunque ascesa ti sarà preclusa.

13-22 Ma se la tua coscienza è risvegliata
13-23 sarà il tuo scudo-specchio, sì lucente
13-24 che la Gorgone avrai decapitata.

13-25 Perseo novello, non guardare niente.
13-26 Non cedere allo sguardo del futuro
13-27 ma chiudi gli occhi e sosta nel presente.

13-28 Riposa la tua vista nell’Oscuro
13-29 ponendo le tue mani sopra il viso
13-30 fintanto che il tuo Sé non sarà puro.
………………………………………………………………………………….[omissis]
13-55 Se guardi a Farinata e a Cavalcante
13-56 in loro scorgerai la sordità
13-57 a tutto ciò che è credo edificante;

13-58 a tutto ciò che offre l’aldilà,
13-59 inteso come viaggio trascendente
13-60 tra ciò che sempre resta e ciò che va.

13-61 Lo studio razionale è insufficiente
13-62 a fare sì che l’essere decida
13-63 di rimanere vigile e cosciente

13-64 ma è la sua Coscienza che lo guida
13-65 nel viaggio che conduce alla salvezza
13-66 e lo supporta in questa grande sfida.”
………………………………………………………………………………….[omissis]
13-106 L’inferno che ora stiamo percorrendo
13-107 è la premessa a un nuovo paradiso
13-108 che giorno dopo giorno andrai scoprendo.”

13-109 Il mio Maestro accenna ad un sorriso
13-110 “Andiamo, ritorniam sui nostri passi!”
13-111 ma il viaggio si interrompe all’improvviso.

13-112 “La via è ostruita da pesanti massi
13-113 ma questa frana non ci può impedire
13-114 di scendere nei cerchi ancor più bassi!”
………………………………………………………………………………….[omissis]
13-124 Il peggio di ogni uomo è accumulato
13-125 nel settimo, l’ottavo e il nono cerchio.
13-126 Per questo è un luogo più che mai affollato!

13-127 E queste rocce sono il suo coperchio!
13-128 Per farlo saltar via dovrai osservare
13-129 ciò che di te è in carenza oppur soverchio.

13-130 Per questo noi dovremo qui sostare.
13-131 Ogni penuria porta ad un eccesso:
13-132 la via di mezzo è il luogo dove stare.
………………………………………………………………………………….[omissis]
Canto XIV
………………………………………………………………………………….[omissis]
14-55 Se questo inferno, dove io soggiorno,
14-56 è figlio dell’Arconte di Sophia,
14-57 potrà per me mai esserci un ritorno?

14-58 “Ma dove vuoi tornare? Questa Via
14-59 è strada senza uscita che procede
14-60 in direzione opposta all’utopia!

14-61 Un uomo che travisa questa fede,
14-62 credendo torni a nascere in eterno,
14-63 è acrobata che mette in fallo un piede!

14-64 Per questo sperimenti questo Inferno:
14-65 soltanto sconfiggendo i tuoi impostori
14-66 la primavera seguirà all’inverno.

14-67 Se l’alto è come il basso, e il dentro è il fuori,
14-68 se il tuo futuro è figlio del passato,
14-69 rifuggi le tue gioie e i tuoi dolori.
………………………………………………………………………………….[omissis]
14-88 Maestro, io continuo a non capire
14-89 l’utilità di questa messinscena
14-90 se l’uomo prima o poi dovrà sparire.

14-91 Io sono l’acqua, la preziosa vena
14-92 che sgorga fresca e limpida dal pozzo,
14-93 o sono il secchio appeso alla catena?

14-94 Io sono il capitano oppure il mozzo?
14-95 Son destinato a nobili traguardi
14-96 o a rimanere un animale rozzo?

14-97 “Hai gli occhi per vedere, ma non guardi!
14-98 Sei servo che si veste da padrone!
14-99 Ma adesso andiamo, che si è fatto tardi!”
………………………………………………………………………………….[omissis]
14-133 Il nostro karma mescola le carte
14-134 perché ciascuna mano sia diversa
14-135 ed ogni vita sia giocata ad arte.

14-136 Non c’è partita che sia vinta o persa:
14-137 per quanto mi sia dato o mi sia tolto,
14-138 riaffiorerà la Verità sommersa.

14-139 Maestro, come posso dare un volto
14-140 a un uomo che in realtà non è esistito?
14-141 “Il tuo pensiero l’ho apprezzato molto
14-142 ma c’è qualcosa che non hai capito!”

Canto XV
………………………………………………………………………………….[omissis]
15-7 Cos’è questo fetore nauseabondo
15-8 che sale dalle viscere infernali
15-9 del cerchio che si apre, laggiù in fondo?

15-10 È puzza d’uomo oppure di animali?
15-11 “Invero non c’è molta differenza
15-12 ma non è il caso d’essere formali!

15-13 Il cerchio è colmo della putrescenza
15-14 dall’uomo seminata oppur raccolta
15-15 nel dar libero sfogo alla violenza!

15-16 Violenza contro il prossimo. Talvolta,
15-17 violenza su se stessi indirizzata,
15-18 o peggio ancora verso Iddio rivolta.

15-19 Ma guarda, dietro a quella palizzata,
15-20 la bestia metà uomo e metà toro
15-21 che già ci ha scorto e in piedi si è drizzata”

15-22 Proteggimi o Maestro! Io ti imploro
15-23 di cacciar via quest’aberrante istinto
15-24 che vuol che il ferro non tramuti in oro!

15-25 “L’hai già sconfitto tu, nel Labirinto
15-26 ma prima che tu possa ricordare
15-27 ben altre guerre devi avere vinto!

15-28 O Minotauro, lasciaci passare!
15-29 Costui che è qui al mio fianco non si inganna
15-30 del tuo istintivo e torbido pensare!

15-31 Non è colui che tua sorella Arianna
15-32 volle aiutare a uccidere il tuo abietto
15-33 pensar malvagio, ch’anime condanna!

15-34 Non è Teseo, sebben ne sia il cadetto,
15-35 ma è qui per osservare il risultato
15-36 di quanto è stato fatto e è stato detto

15-37 da chi la bestia in sé non ha domato
15-38 e si trascina inconsapevolmente
15-39 per la perduta strada del peccato.”
………………………………………………………………………………….[omissis]
15-112 Scendiamo dunque pei costoni impervi
15-113 e giunti a valle risaliamo il monte
15-114 da impavidi regnanti e non da servi!

15-115 Giù in basso scorre il fiume Flegetonte,
15-116 nel quale sangue giacciono i violenti
15-117 costretti qui a punir le proprie onte.”

15-118 Nella discesa occorre stare attenti
15-119 poiché la mente umana è traditrice:
15-120 corre veloce e pare che rallenti!

15-121 La mente umana è una perfetta attrice:
15-122 fa la sua parte sin da quando è nata.
15-123 Non pensa quasi mai quello che dice
15-124 e tiene la Coscienza addormentata!

Canto XVI

16-1 Giunge Chirone a noi, con Folo e Nesso.
16-2 Già temo di assaggiar la sua saetta
16-3 ed indietreggio, mesto e sottomesso.

16-4 Ma il mio Maestro tosto mi bacchetta:
16-5 “Con me non hai mai nulla da temere,
16-6 ma ancora non lo sai cosa ti aspetta”

16-7 E poi, rivolto al cavalcante arciere:
16-8 “Il piede di costui smuove la roccia:
16-9 non è ancor morto, come puoi vedere!
………………………………………………………………………………….[omissis]
16-34 Guardo affiorar dal sangue ribollente
16-35 chi fino a ciglia, a gola, al petto o ai piedi:
16-36 Sono i miei io violenti, la mia mente!

16-37 Parla il Maestro: “Finalmente vedi
16-38 il peggio di te stesso qui punito
16-39 per atti di violenza o bieche fedi.”

16-40 Vedo me stesso e resto sbigottito.
16-41 Così sarà la fine che mi aspetta
16-42 per non aver creduto in ciò che ho udito?

16-43 La vita è lunga e non mi mette fretta
16-44 ma il tempo passa e sul binario corre
16-45 il treno che nel Nulla mi traghetta.
………………………………………………………………………………….[omissis]
16-76 Nella palude il sangue bolle e fonde
16-77 i corpi immateriali dei violenti.
16-78 Con i centauri, vigilanti in ronde,

16-79 pronti a scoccare i loro dardi ardenti
16-80 contro coloro che escono dal fiume
16-81 per alleviare i loro patimenti.

16-82 “Osserva quanta folla perde il lume
16-83 della Divina Madre di saggezza
16-84 cedendo alla violenza e al malcostume!

16-85 L’uomo violento prova grande ebbrezza
16-86 nel procurar dolore per suo spasso,
16-87 schiacciato dalla sua dissolutezza.

16-88 Ma il karma ha sempre in serbo il contrappasso
16-89 e l’equa punizione che lo attende
16-90 potrà salvarlo o spingerlo più in basso.
………………………………………………………………………………….[omissis]
16-115 Non aver fretta: son ben sette i Cieli
16-116 che uno ad uno tu dovrai esplorare
16-117 finché non sian caduti tutti i veli.

16-118 Ma prima che tu possa cominciare
16-119 a risalire per le eccelse spire
16-120 i nove inferni devi visitare.

16-121 Da qui comincia infatti il tuo esperire:
16-122 se ”in alto come in basso” è cosa certa,
16-123 Per vivere dovrai prima morire.”

16-124 Su riva dalla sabbia ricoperta,
16-125 Nesso mi sgroppa ed io gli faccio un gesto
16-126 per ringraziarlo della strada offerta.

16-127 Mi sento vuoto, immerso in quel contesto.
16-128  La vista di quel sangue mi ha turbato.
16-129 Vorrei svegliarmi e ritornare desto.

16-130 Ma sveglio come adesso son mai stato?
16-131 Comprendere le umane sofferenze
16-132 è un dono che mi sono guadagnato?

16-133 Maestro, oltre tutte le apparenze,
16-134 chi muove questa mente surrogata?
16-135 “Non aver fretta, o vate di Firenze,
16-136 or proseguiam la visita guidata!”

Canto XVII

17-1 Lasciato il fiume rosso alle mie spalle,
17-2 seguo il Maestro per la stretta faglia
17-3 che ci conduce in un’orrenda valle.

17-4 Irta di rovi e pruni è la sterpaglia.
17-5 Tra fronde scure, i rami stan contorti
17-6 e sopra noi si chiudono a tenaglia.

17-7 Maestro, sbaglio o qui non vedo morti?
17-8 Eppure sento giungere lamenti
17-9 di anime costrette a cupe sorti!

17-10 Da queste frasche giungono tormenti
17-11 di genti imprigionate nel roveto
17-12 che pare dilaniar le loro menti.

17-13 Chi sono costoro? E quale fu il divieto
17-14 che vollero violare in esistenza?
17-15 Perché son qui, nascosti nel pruneto?

17-16 “Non son nascosti. Solo in apparenza
17-17 stai udendo un invisibile richiamo
17-18 poiché dei loro corpi sono senza.

17-19 Se non mi credi, spezza qualche ramo.
17-20 Vedrai sgorgare sangue denso e nero
17-21 e dell’arbusto ascolterai il reclamo.”

17-22 Ma dunque, questa selva è un cimitero?
17-23 Perché il dannato è tramutato in spino
17-24 e in queste vesti è reso prigioniero?

17-25 “Chi giace qui ha tradito il suo destino
17-26 anticipando l’ora del decesso
17-27 per non portare  a termine il cammino!

17-28 La selva dei suicidi, osservi adesso:
17-29 poiché del corpo non vi fu rispetto,
17-30 di avere un corpo non gli è più concesso!”
………………………………………………………………………………….[omissis]
17-91 …Ma questi sono ancora dei concetti
17-92 ai quali tu non devi dare orecchio:
17-93 è ancora cibo per gli scolaretti!

17-94 La Verità è distante, e ancor parecchio!
17-95 Soltanto chi l’inferno ha traversato
17-96 diventa il Pozzo ed abbandona il secchio.

17-97 Colui che in Cuore Suo ti ha immaginato,
17-98 ti ha messo mille bende sopra gli occhi
17-99 e cieco ti ha deposto nel creato.
………………………………………………………………………………….[omissis]
17-124 Le cagne nere van rodendo l’osso
17-125 di chi ha vissuto da scialacquatore
17-126 spendendo la sua vita a più non posso

17-127 tra bramosie e ricerca del clamore.
17-128 Mentre colui che la sua vita toglie
17-129 dal palco del suo Mentore di Amore

17-130 da mille arpie vedrà le proprie foglie
17-131 sbranate come pasto e il proprio arbusto
17-132 avrà vessato da incessanti doglie.

17-133 Ma tu, che sai di vivere nel giusto, 
17-134 non dimorare mai nell’illusione
17-135 e per la vita non menare gusto.
17-136 Adesso andiamo là, verso il Sabbione!”

Canto XVIII

18-1 Il mio Maestro avanza lentamente,
18-2 così com’è ancor lento il mio avanzare
18-3 tra i dedali infernali della mente.

18-4 Maestro, quali vette ho da scalare
18-5 per ritenermi finalmente edotto,
18-6 al punto di potermi risvegliare?

18-7 Da questo inferno interno ho già dedotto
18-8 che a tutto questo umano compromesso
18-9 fa capo un corruttore ed un corrotto.

18-10 Ma questi sono tutt’uno con me stesso:
18-11 è solamente il giuoco delle parti
18-12 che nasce dal mio senso di possesso!
………………………………………………………………………………….[omissis]
18-64 Sul suolo del sabbione il fuoco fiocca
18-65 come la neve cade senza vento.
18-66 Mi viene in mente una domanda sciocca.

18-67 Morire non significa tormento
18-68 per tutto ciò che devi abbandonare?
18-69 La morte, in fondo, a tutti fa spavento!

18-70 “Il corpo-mente è un abito talare
18-71 al quale devi dare cibo e ascolto
18-72 ma non ti devi mai identificare

18-73 Come un vestito, che hai indossato e tolto
18-74 appena te ne sei tornato a casa:
18-75 così sarà il tuo sé, nel Sé dissolto.
………………………………………………………………………………….[omissis]
18-124 Tu sei un vascello che non ha timone
18-125 poiché è guidato dal suo stesso istinto:
18-126 risali il fiume come fa il salmone!

18-127 In alcun modo ti darai per vinto.
18-128 Nuotando sempre più controcorrente
18-129 finché l’inganno non sia stato estinto.

18-130 Finché non c’è ritorno alla Sorgente
18-131 non c’è la soluzione dell’arcano
18-132 ed oltre la sorgente esiste il Niente!

18-133 Adesso vieni, prendi la mia mano.
18-134 Abbiamo un’avventura che ci aspetta
18-135 finché sei ancora in questo corpo umano.
18-136 Ma dura poco: devi fare in fretta!”

Canto XIX
………………………………………………………………………………….[omissis]
19-46 Orbene, osserva le anime sdraiate,
19-47 supine sulla sabbia arroventata,
19-48 ed altre là, da sempre incamminate.

19-49 Verso una mèta che fu mai trovata:
19-50 taluno rassegnato alla sua sorte,
19-51 talaltro in cerca della dea bendata!

19-52 Nudi alle fiamme ardenti della morte,
19-53 sprecano il tempo a muoversi nel mondo,
19-54 vagando tra le proprie idee contorte.

19-55 Non colgono che stan girando in tondo,
19-56 mancandogli il coraggio di gettarsi
19-57 in quel divino abisso senza fondo.

19-58 Trascorrono la vita a lamentarsi
19-59 senza afferrare che il guardarsi dentro
19-60 è il primo passo verso la catarsi.

19-61 Per l'uomo, il suo “se stesso” è il solo centro
19-62 cui deve sempre far riferimento...
19-63 Vedi, laggiù, in quel piccolo rientro?”

19-64 Volgo lo sguardo: quale accadimento 
19-65 mi attende adesso? Ho già il sudore in fronte!
19-66 Caro mi costa questo insegnamento!

19-67 Là, tra la selva, sgorga un'ampia fonte
19-68 di un liquido rossastro e ribollente.
19-69 Ed il Maestro: “Quello è il Flegetonte!”

19-70 Stavolta il fiume d'anima cocente
19-71 ti appare come un umile ruscello:
19-72 del rio infernale, questa è la sorgente!

19-73 Ma prima di avanzare nell'avello
19-74 ed illustrarti i fiumi dell'inferno,
19-75 guarda a colui che fa chiosa e suggello

19-76 al settimo dei cerchi. Col suo scherno,
19-77 le sue bestemmie a dio ed il suo disdegno,
19-78 arde scontando il suo castigo eterno.

19-79 Fu Capaneo, di gran superbia pregno.
19-80 Uomo accecato dalla sua alterigia
19-81 e dal disprezzo verso il Sacro Regno.

19-82 Giace inchiodato là, sulla battigia,
19-83 fiero e incurante dell' ardente neve
19-84 che scende a cancellar le sue vestigia!
………………………………………………………………………………….[omissis]
19-124 “Ancora non comprendi... è riduttivo
19-125 pensare ad una forza superiore
19-126 che eserciti un potere coercitivo!

19-127 Sei Tu la Luce, il bianco ed il colore.
19-128 Sei Tu il protagonista e sei la trama.
19-129 Sei schermo, sei pellicola e motore!

19-130 La vita è uno stupendo cinerama
19-131 che non esiste, eppur si sta svolgendo!”
19-132 Sottile, come il filo di una lama,
19-133 È la Realtà, che ancora non comprendo!

Canto XX

20-1 “Capisco non sia facile staccarti
20-2 dal corpo che ti sei cucito addosso
20-3 e non potrei per questo biasimarti.

20-4 Innanzi a te il divino paradosso
20-5 si svolge come tela srotolata
20-6 che corre, come questo fiume rosso.

20-7 La vita è un'avventura immaginata
20-8 e tu non sei che un filo del tessuto
20-9 che tesse la sua trama designata.

20-10 Come un segugio che ha perduto il fiuto,
20-11 annusi il vento in cerca di una traccia
20-12 che aiuti a ritrovar ciò che hai perduto.
………………………………………………………………………………….[omissis]
20-43 Il mio avanzar si ferma a una cascata
20-44 che ostacola il prosieguo del percorso.
20-45 Maestro, ci facciamo una nuotata?

20-46 “Quando ti narrerò per quale corso
20-47 giunge quaggiù quel liquido fecondo,
20-48 non credo ne berrai neppure un sorso!

20-49 Questa cascata sgorga dal tuo mondo.
20-50 Da lacrime di un vecchio che si duole
20-51 di questo umano naufragare immondo.

20-52 Di antiche ere e delle antiche scuole
20-53 nulla è rimasto più, poiché il progresso
20-54 l'umanità degenerare suole!

20-55 Da questa gocciolante via di accesso
20-56 il pianto si dirama in tre fiumane
20-57 che coi tuoi occhi hai visto già tu stesso!”

20-58 Mesto destino... Che tragedia immane
20-59 di umanità che ignora di esser fonte
20-60 delle infernali sofferenze umane!

20-61 Caronte, che traghetta l'Acheronte...
20-62 Flegiàs, che solca l'acqua dello Stige...
20-63 Infine, alle mie spalle, il Flegetonte!
………………………………………………………………………………….[omissis]
20-67 Possibile che qualsivoglia pena
20-68 sgorgata dall'umana debolezza
20-69 si manifesti qua, come cancrena?

20-70 “Magari fosse solo qui! L'ebbrezza
20-71 che l'atto del peccato l'uomo avvolge,
20-72 invischia il Tutto nella sua interezza!

20-73 Più avanti scenderai alle Malebolge
20-74 e là potrai tu stesso constatare
20-75 quanto l'azione altrui, altri coinvolge.

20-76 Lo vedi? Non sei pronto per pensare
20-77 di te come sorgente di energia
20-78 che l'universo possa influenzare.
………………………………………………………………………………….[omissis]
20-109 “Il tempo è sempre e solo tempo perso
20-110 se in lui la mente scorre vorticosa
20-111 e dai pensieri l'uomo vien sommerso.

20-112 Tu pensi ancora di essere “qualcosa”.
20-113 La tua indiscussa individualità
20-114 di celebrar se stessa è bisognosa.

20-115 Il culto della personalità
20-116 è figlio di quel tempo che ha distorto
20-117 la percezione dell'eternità.
………………………………………………………………………………….[omissis]
20-127 Conduci la tua mente sul sentiero
20-128 del quieto meditare sull'azione.
20-129 Il tempo che ti tiene prigioniero
20-130 è pure tempo di realizzazione!”

Canto XXI

21-1 Via discorrendo, siamo giunti in fretta
21-2 al termine dell'ultimo girone.
21-3 L'ottavo cerchio è in basso che ci aspetta,

21-4 nascosto dall'abisso del burrone.
21-5 Sarebbe il nove aprile del 'trecento,
21-6 ma il tempo, questo emerito cialtrone,

21-7 scompiglia i giorni, come i fogli al vento
21-8 di questo immaginario calendario,
21-9 così come dà vita a ogni momento.

21-10 Il mio Maestro è stato lapidario
21-11 nel condannare il tempo e il suo misfatto
21-12 di originare un ritmo immaginario

21-13 in cui il pensiero sguazza soddisfatto.
21-14 Nel tempo il dopo segue sempre il prima
21-15 ma il flusso sembra non fluire affatto...

21-16 Ma è tempo di riprendere la rima
21-17 tornando alle terzine incatenate,
21-18 o il tempo con il ritmo non collima!

21-19 Le menti umane sono abituate
21-20 ad un fluir di eventi senza sosta
21-21 che non induca mai note stonate.

21-22 Ma appena un qualche fatto si discosta
21-23 da ciò che è ritenuto sia il “normale”,
21-24 la mente ad oppressione è sottoposta.

21-25 Così una rima giusta suona “male”
21-26 soltanto perché ciò che lei si aspetta
21-27 è che ogni verso chiuda in modo uguale!
………………………………………………………………………………….[omissis]
21-46 Concedimi, mi sono divertito
21-47 quand'hai deciso di rimare strano
21-48 per tre e per quattro versi lo spartito!

21-49 Spostando altrove il punto, piano piano,
21-50 hai indotto il senso della distorsione
21-51 nell'equilibrio del pensare umano.

21-52 Perciò la mente è andata in confusione:
21-53 sebbene la tua rima fosse esatta,
21-54 fluiva male, fuori posizione!
………………………………………………………………………………….[omissis]
21-82 ...E adesso credi di essere all'inferno!
21-83 Come ti ho detto, Ciò che solo “Esiste”
21-84 non può esperirsi in uno spazio esterno.

21-85 È Autosussistenza che sussiste
21-86 di per Se Stessa, senza alcun apporto
21-87 da fuori a tutto ciò di cui consiste.

21-88 Lo spazio e il tempo plasmano il supporto
21-89 in cui può agire la dualità
21-90 “soggetto – oggetto”, da cui tutto è sorto.

21-91 È qui che sorge la difficoltà,
21-92 per questo corpo-mente individuale,
21-93 di realizzarsi estraneo alla Realtà.

21-94 Tu sei un prodotto tridimensionale
21-95 che esiste solo grazie a quei concetti
21-96 di spazio e tempo: vivi nel duale.
………………………………………………………………………………….[omissis]
21-118 Se il tempo è l'architetto di ogni evento,
21-119 lo spazio è il capomastro posatore
21-120 che appronta gli scenari e il pavimento.

21-121 Ma dove credi siederà l'Autore?
21-122 proteso sul proscenio teatrale
21-123 o nella buca del suggeritore?

21-124 La mente non ha mai ruolo centrale:
21-125 è sempre l'Assoluto a recitare  
21-126 la Sua interpretazione magistrale!
………………………………………………………………………………….[omissis]
21-136 ...O trovami un plausibile motivo,
21-137 una ragione, senza ma o però, 
21-138 per cui tu esista separato e vivo,
21-139 per cui tu percepisca tutto ciò.”

Canto XXII
………………………………………………………………………………….[omissis]
22-40 Nel sonno, quando scivolo nel regno
22-41 dei sogni e dell'oblio della coscienza,
22-42 qualcosa nella mente lascia un segno:

22-43 vivo altrettanta vivida esperienza
22-44 di quando poi mi sveglio alla mattina
22-45 e il sogno fugge via in evanescenza.

22-46 La mente, poi, rinsalda la cortina
22-47 dei dati che richiama alla memoria:
22-48 “Hai fatto solo un'altra dormitina!

22-49 È stato solo un sogno: non c'è storia!
22-50 Ritorna a guadargnarti il quotidiano:
22-51 in vita non si mangia con la gloria!”
………………………………………………………………………………….[omissis]
22-67 Ma riprendiamo il viaggio... Alla tua vista
22-68 si para già l'abisso del burrone:
22-69 l'ottavo cerchio, solo un balzo dista!

22-70 Abbandoniamo orsù questo girone.
22-71 Fa' mia la corda che ti lega in cinta
22-72 ed attendiamo giunga qui Gerione!”

22-73 Maestro, questa corda ai fianchi avvinta
22-74 serviva nella selva a catturare
22-75 la lonza dalla pelle variopinta

22-76 ma adesso te la posso arrotolare
22-77 e porgere affinché ne faccia l'uso
22-78 che riterrai più consono di fare.

22-79 Ma se della tua calma non abuso,
22-80 puoi dirmi chi è Gerione e come possa
22-81 condurci in fondo a questo anfratto occluso?

22-82 “L'ottavo cerchio è in fondo a questa fossa
22-83 laddove il Flegetonte compie il balzo
22-84 formando una cascata calda e rossa.”
………………………………………………………………………………….[omissis]
22-109 La bestia attende in posizione prona
22-110 che io e il Maestro le saliamo addosso,
22-111 usandole la groppa per poltrona...

22-112 … Maestro, proseguir ora non posso...
22-113 ...se prima non capisco come mai...
22-114 quei tre dannati siedono sul dosso!

22-115 “Vuoi guadagnare tempo? Allora vai!
22-116 ma affrettati che poi dobbiamo andare.
22-117 Quei derelitti sono tre usurai!
………………………………………………………………………………….[omissis]


Canto XXIII

………………………………………………………………………………….[omissis]
23-13 Mi faccio forza. Come meglio posso,
23-14 contengo il mio ribrezzo e il mio terrore
23-15 e siedo sopra il dorso del colosso.

23-16 “Non farti nauseare dal fetore!
23-17 Ché l'uomo emette ben peggiore puzza
23-18 allor che si delizia del suo errore!

23-19 Siedi davanti a me: la coda è aguzza
23-20 e velenosa come la cascata
23-21 del Flegetonte, che il suo sangue spruzza.

23-22 Andiamo dunque, questa cavalcata
23-23 fa parte anch'essa della tua avventura
23-24 e non lagnarti: te la sei cercata!

23-25 Se proprio non puoi vincer la paura,
23-26 ti cingerò la vita con le braccia
23-27 così che la discesa sia sicura.”

23-28 Penso che è molto meglio se mi abbraccia!
23-29 Sarò vigliacco, ma che posso fare
23-30 se nelle vene il sangue mi si ghiaccia?
………………………………………………………………………………….[omissis]
23-40 Come un viandante che nel buio erra,
23-41 non ho una direzione o mèta certa;
23-42 non so se qui mi attenda pace o guerra.

23-43 Di dieci bolge vado alla scoperta.
23-44 Del pullular di anime costrette
23-45 a punizione dal divino inferta.

23-46 Fossati in pietra e logge all'uopo erette
23-47 concentriche sul baratro infernale,
23-48 che più si scende e più si fanno strette,

23-49 si offrono al mio sguardo verticale
23-50 che più si sforza di guardare in basso
23-51 più sfuma dentro l'orrido abissale.

23-52 Tra un fosso è l'altro si erge un sovrappasso
23-53 di roccia ad arco teso tra le sponde
23-54 a mo' di ponte realizzato in sasso.

23-55 Chiamo il Maestro ed egli mi risponde:
23-56 “Son qui, non preoccuparti delle grida
23-57 o il tuo lungimirare si confonde!
………………………………………………………………………………….[omissis]
23-64 Qui, nell'ottavo cerchio vien punita
23-65 la fraudolenza di chi ha reso frode
23-66 sfruttando la fiducia mal carpita.

23-67 Del primo fosso il demone è il custode:
23-68 ruffiani e seduttori, in file opposte,
23-69 flagella con il gatto a nove code.

23-70 E mai si stanca di menar batoste
23-71 a chi con truffaldina malafede
23-72 fece il pro suo con squallide proposte.”

23-73 Il mio Maestro mi sorride e siede:
23-74 “Orbene, ti sei tu riconosciuto
23-75 di questi disgraziati il degno erede?”

23-76 Maestro, tu mi offendi! Solo un bruto
23-77 potrebbe cospirare un tale inganno
23-78 fingendo di donare il proprio aiuto!
………………………………………………………………………………….[omissis]
23-133 Ordunque, vedi tu che queste genti,
23-134 che appaiono soffrire dentro il fosso,
23-135 sono l'azione eppur non son gli agenti?

23-136 C'è un verbo che ti frega: è il verbo “posso”.
23-137 “Tu” non puoi niente e niente è mai accaduto
23-138 ma ciò che è apparso ti è avvenuto addosso!

23-139 Che “tu” l'abbia subìto oppur voluto
23-140 in fondo non fa molta differenza:
23-141 non c'è nessuna azione che hai compiuto!”
………………………………………………………………………………….[omissis]
Canto XXIV

24-1 “Orsù, scaliamo il palco che conduce
24-2 sull'argine del fosso sottostante.
24-3 Sali più in alto: giù c'è poca luce!

24-4 Osserva quanto poco sia invitante
24-5 questa seconda bolgia: il suo fetore
24-6 è qualche cosa di raccapricciante!”

24-7 Chi son coloro che si dan dolore
24-8 colpendosi le carni con le mani,
24-9 coperti dall'infamia e il disonore?
………………………………………………………………………………….[omissis]
24-37 Maestro, io non ci capisco niente!
24-38 Se son così, che cosa posso fare?
24-39 Ed il mio “fare” è vero od apparente?

24-40 “Va bene, adesso basta di giocare
24-41 al gioco del maestro e dell'allievo!
24-42 Qualcosa ti ho voluto anticipare...

24-43 ...Ma ciò che segue non darà sollievo
24-44 e un senso di profonda frustrazione
24-45 ti assalirà per ciò che dirti devo.
………………………………………………………………………………….[omissis]
24-145 “In alto è come in basso”: il tuo vegliare
24-146 è il sogno del Divino e la Coscienza
24-147 è lo strumento che lo fa osservare!

24-148 Moltiplica all'ennesima potenza
24-149 la Sua Divina potenzialità
24-150 e scopri come questa tua esistenza
24-151 esista solo nell'eternità!”

Canto XXV

25-1 Un sogno dentro a un sogno... A tutto questo
25-2 ti giuro, non avevo mai pensato...
25-3 Neppure al fatto di non esser desto...

25-4 ...Neppure al fatto di essere “sognato”
25-5 da questo Dio Immanente ed Assoluto,
25-6 che in seno Suo mi tiene immaginato!

25-7 Fortuna mia, che tu sia qui in mio aiuto,
25-8 seppure, come me, tu non esista,
25-9 per quanto accanto a me sembri seduto!
………………………………………………………………………………….[omissis]
25-25 Tu vuoi sapere tutto troppo in fretta:
25-26 più ti rispondo e più risposte chiedi!
25-27 Andiamo, c'è qualcosa che ti aspetta...

25-28 Ti mostrerò, man mano che procedi,
25-29 le buche dove gli empi sono immersi
25-30 a testa in giù, che il busto appena vedi.

25-31 Son personaggi lugubri e perversi.
25-32 Ma osserva i loro piedi scalpitanti,
25-33 che da fiammelle ardenti sono aspersi.

25-34 Di ciò che è sacro furono mercanti.
25-35 Simone il Mago è stato il precursore
25-36 che ha dato il nome a questi lestofanti.
………………………………………………………………………………….[omissis]
25-82 Questa Commedia non sarà infinita!
25-83 Un giorno ci dovremo salutare,
25-84 allor ch'ogni mia rima sia esaurita!

25-85 Non credo che la vita sia un affare:
25-86 la vita è un modo per restare vivi
25-87 e non saprei altrimenti dove andare!

25-88 Siam tutti figli Suoi, figli adottivi,
25-89 figli mentali, figli immaginati;
25-90 figli mansueti, timidi, aggressivi.

25-91 Siam figli mai partiti e mai tornati.
25-92 Un sogno dentro a un sogno: mai vissuti,
25-93 mai conosciuti, mai dimenticati…

25-94 …Maestro, adesso lascia che ti aiuti.
25-95 Dobbiamo superare quel fossato:
25-96 mi voglio avvicinare a questi bruti.

25-97 Mi voglio avvicinare a quel dannato.
25-98 Da ciò che scorgo, tragica ironia,
25-99 è stato un successore nel papato!

25-100 “Anch’egli si macchiò di simonia:
25-101 fu Niccolò, di casta nobiliare,
25-102 la corruzione fu la sua mania!

25-103 Altri due papi, in abito talare,
25-104  puniti con uguale contrappasso,
25-105 la stessa fossa andranno ad abitare.

25-106  Giungendo qui, al momento del trapasso,   
25-107 Clemente V e Bonifacio VIII 
25-108 Lo spingeranno in buca ancor più in basso.”
………………………………………………………………………………….[omissis]
25-148 Andando avanti, scoprirai l’inganno
25-149 che innesta il senso di separazione.
25-150 Non devi biasimare ciò che fanno:
25-151 sei nel cammino dell’evoluzione!”

Canto XXVI

26-1 Maestro, perché mai mi prendi in braccio?
26-2 Non credi ch’io sia lesto a camminare
26-3 o temi che io cada in un crepaccio?

26-4 “Là sopra il ponte ti vorrei portare,
26-5 tra il quarto e il quinto argine sospeso.
26-6 Da lì la quarta bolgia puoi ammirare.

26-7 Non credere di essermi di peso.
26-8 Hai l’anima leggera come piuma
26-9 in quanto molte cose hai ormai trasceso.

26-10 Galleggi sulle acque, come schiuma;
26-11 sei pomice, sebbene sembri sasso;
26-12 aleggi sulla terra, come bruma.”
………………………………………………………………………………….[omissis]
26-28 Maestro, ma che sorta di peccato
26-29 avranno mai commesso queste genti,
26-30 costrette a questo aspetto deturpato?

26-31 Indietreggiando, avanzano piangenti.
26-32 Camminano all’indietro per vedere
26-33 poiché non sanno muoversi altrimenti.

26-34 “Son gli indovini, avvezzi a prevedere.
26-35 Le lacrime, che sgorgano copiose,
26-36 gli bagnano la schiena ed il sedere.

26-37 Hanno peccato di onte vergognose
26-38 vantandosi del loro presagire
26-39 futuro e fato a genti danarose.

26-40 Da ciò, tu il contrappasso puoi intuire:
26-41 chi nel futuro sporse la sua vista
26-42 il volto volge opposto all’avvenire!”
………………………………………………………………………………….[omissis]
26-55 Hanno antevisto il fato e questa azione  
26-56 fu sfida al Padre, l’Unico a sapere
26-57 qual sia il futuro d’ogni creazione!

26-58 E tu, cos’hai saputo prevedere?
26-59 Hai sempre in mente mille idee e progetti
26-60 e pensi sempre a ciò che può accadere.

26-61 Sei presuntuoso e pieno di concetti;
26-62 vuoi sempre prevedere il tuo destino
26-63 ma non accetti ciò che non ti aspetti.

26-64 In fondo pure tu sei un indovino
26-65 che scruta i fondi del caffè sperando
26-66 di divinare quale sia il cammino.

26-67 In quale direzione stai già andando
26-68 e in quale ti convenga proseguire.
26-69 Vuoi prevedere il dove, il come e il quando!
………………………………………………………………………………….[omissis]
26-109 Questi indovini sanno indovinare
26-110 solo illusori giochi di coscienza
26-111 ma sono i primi a farsi abbindolare

26-112 dai loro falsi credi, falsa scienza,
26-113 da un pragmatismo tinto di occultismo
26-114 del quale ormai nessuno può far senza.

26-115 Il servo umano è schiavo di arrivismo.
26-116 Piuttosto che da brama spirituale,
26-117 si lascia trasportar dall’edonismo.

26-118 E ciò che dico è quantomai attuale!
26-119 Tra gli “esseri virtuali” va di moda
26-120 cercare il proprio bene dentro il male.

26-121 Se non hai orecchio che il silenzio oda;
26-122 se non hai occhio che nel buio veda,
26-123 è l’ora di incontrare Malacoda!”
………………………………………………………………………………….[omissis]

Canto XXVII

27-1 Così, del più e del meno discorrendo,
27-2 come due amici ritrovati al parco,
27-3 di fatti che citar qui non intendo,

27-4 ci avviciniamo lesti al quinto varco
27-5 ma all’improvviso il mio Maestro arretra:
27-6 “Ohibò! Mi sa che qui è crollato l’arco!”

27-7 Sgomento, mi distendo su una pietra.
27-8 Maestro mio, per quanto mi riguarda,
27-9 non voglio stare in questa bolgia tetra!

27-10 “Ci penseremo poi, ma adesso guarda
27-11 quel demone che corre sopra il ponte
27-12 brandire il nerbo come un’alabarda!”

27-13 Lo vedo innanzi a me, proprio di fronte:
27-14 le ali aperte e un passo di farfalla
27-15 che sembra quasi non lasciare impronte.

27-16 Lo osservo scaricare dalla spalla
27-17 un peccatore che giaceva prono,
27-18 come a gettare via pesante balla.

27-19 Non riservando lui nulla di buono,
27-20 lo sgrava nella fossa sottostante
27-21 per quanto lui implorasse il suo perdono.

27-22 Di fini orrende ormai ne ho viste tante
27-23 ma ribollire nella pece nera
27-24 tra i luoghi per soffrire è il più agghiacciante!

27-25 Chi fu costui? In vita sua chi era?
27-26 “Fu un barattiere, abile cialtrone,
27-27 che rubò tanto e mai finì in galera!

27-28 Godendo di elevata posizione,
27-29 in cambio di denaro fece tutto…
27-30 È ciò che oggi è detta ‘concussione’!
………………………………………………………………………………….[omissis]
27-55 Esco da dietro al masso, quatto quatto,
27-56 ma i diavoli non sembrano apprezzare…
27-57 Maestro, Scherzi? Ma che accordo hai fatto?

27-58 Per caso mi vorresti ‘barattare’?
27-59 “E in cambio di che cosa? Che mi importa?
27-60 Andiamo, tu sei qui per imparare!

27-61 Abbiamo dieci demoni di scorta...
27-62 Non sembrano affiatati... È un gruppo misto…
27-63 Mi sa che questa è fuffa d’ogni sorta!

27-64 Il giorno in cui qui in Terra è morto il Cristo,
27-65 un terremoto tutti i ponti ha infranto
27-66 ma uno è intatto, loro l'hanno visto!

27-67 Se vuoi finire in fretta questo canto,
27-68 ti suggerisco di venirmi appresso.
27-69 O rimanere qui ti piace tanto?”
………………………………………………………………………………….[omissis]
27-82 “Dovrai affrontare ancora molte prove!”
27-83 Li ho visti già, ne sono quasi certo…
27-84 Non sembrano del tutto facce nuove!

27-85 “C’è Graffiacane, il demone più esperto
27-86 a martoriare col bastone a uncino
27-87 chi soffre dalla pece ricoperto.

27-88 Più avanti, là, puoi scorgere Alichino.
27-89 Appresso a lui c’è il demone Cagnazzo,
27-90 che assilla quel dannato a capo chino.

27-91 Con le ali aperte vedi Draghinazzo.
27-92 Più indietro è Libicocco. Farfarello,
27-93 invece è quello che fa più schiamazzo!

27-94 Poi c’è Ciriatto, il demone più bello,
27-95 sebbene in lui di bello ci sia poco.
27-96 L’artiglio ha lesto a far di te un brandello!

27-97 A riscaldar la pece con il fuoco,
27-98 c’è Calcabrina, mentre Rubicante
27-99 vi immerge carne umana come un cuoco!

27-100 Per quanto tu da loro stia distante,
27-101 ascolta me, se vuoi che io ti aiuti:
27-102 aleggia in te qualcosa di aberrante.

27-103 Son Malebranche, demoni cornuti.
27-104 Già li conosci, fin dal canto ottavo.
27-105 Non dirmi che non gli hai riconosciuti!
………………………………………………………………………………….[omissis]
27-112 Ma non temere, non è affatto tardi.
27-113 Di loro ti puoi ancora sbarazzare
27-114 se non ti perdi dentro ai loro sguardi.

27-115 Che cosa tu vorresti barattare
27-116 per liberar da loro la Coscienza?
27-117 Di ciò che sei, che sei disposto a dare?

27-118 Non dire niente. Siamo ormai in partenza.
27-119 Facciamoci guidare verso il guado,
27-120 che già questo vagare è penitenza!

27-121 Più vado avanti e ancor più mi persuado
27-122 che questa mia Commedia sia un imbuto
27-123 di trabocchetti dentro ai quali cado!
………………………………………………………………………………….[omissis]

Canto XXVIII
………………………………………………………………………………….[omissis]
28-7 Dev’essere da sballo programmare
28-8 questi organismi corpo-mente umani
28-9 per fare ciò che tu gli vuoi far fare!

28-10 A uno è rose e fiori il suo domani;
28-11 a me sovvien di scrivere un poema;
28-12 un altro ancora avrà vita da cani!

28-13 Ed ogni vita è programmata a tema
28-14 in base all’esigenza del momento
28-15 che segue un suo copione, un proprio schema.

28-16 Maestro, sai che bel divertimento?
28-17 E fessi noi che stiamo qui a lottare
28-18 per via dell’ego e il suo coinvolgimento!

28-19 “La vita, che di anni ed anni appare,
28-20 si svolge dentro un solo fotogramma.
28-21 È il tempo il reo che devi smascherare!”
………………………………………………………………………………….[omissis]
28-37 Maestro, dove sta la via di accesso?
28-38 Dov’è la sesta bolgia? Da che parte?
28-39 “La troveremo. Vienimi dappresso.

28-40 Quei demoni, per mescolar le carte,
28-41 han costruito tutto questo inganno:
28-42 è un Labirinto realizzato ad arte.”

28-43 Ma adesso dove sono? Torneranno?
28-44 Io temo già di averli alle calcagna.  
28-45 “Anch’io lo temo. Il tempo ci è tiranno.

28-46 Scendiamo dal pendio della montagna,
28-47 dai massi rotolati per la frana.
28-48 Abbiamo la saggezza per compagna.”

28-49 Sarà, ma sento vento di buriana!
28-50 Li vedo! I Malebranche… Sul crinale…
28-51 La nostra fuga non andrà lontana! 

28-52 ”Tranquillo! Non potranno far del male!
28-53 ormai siam giunti in fondo al precipizio:
28-54 per loro questo è un limite infernale!

28-55 Per noi sarà, al contrario, un nuovo inizio!
28-56 Abbiamo un’altra bolgia da esplorare:
28-57 un altro aspetto dell’umano vizio.

28-58 Avanti, in marcia, su, datti da fare!
28-59 Li vedi là, davanti a te, costoro
28-60 che a stento sanno appena camminare?

28-61 Le loro cappe, rivestite d’oro,
28-62 son foderate in piombo e il loro peso
28-63 è tale, e tanto, che pur io lo ignoro.

28-64 La bolgia degli ipocriti: chi ha offeso
28-65 dissimulando sotto false spoglie
28-66 il suo pensiero ambiguo e sottinteso.
.………………………………………………………………………………….[omissis
28-139 Ancora pochi canti e sarai giunto
28-140 al centro di Te Stesso: l’Assoluto.
28-141 Laddove l’Universo è solo un punto
28-142 e non c’è più bisogno del mio aiuto!”

Canto XXIX
………………………………………………………………………………….[omissis]
29-10 “Torniamo in marcia! Andiamo a visitare
29-11 la settima di queste orrende bolge,
29-12 laddove i ladri devono dannare.

29-13 Il nugolo di serpi che li avvolge
29-14 gli stringe in una macabra spirale
29-15 che il loro aspetto fisico stravolge.”

29-16 In questa metamorfosi infernale,
29-17 il morso di un serpente sulla nuca
29-18 incenerisce il ladro avvezzo al male.

29-19 Ridotto ad un mucchietto di pagliuca,
29-20 si ricompone ancora in carne ed ossa.
29-21 Che cosa sta accadendo? Dimmi, o Duca!
                                                                                         
29-22 E il mio Maestro a me: “In questa fossa
29-23 è il tramutarsi eterno di chi in vita
29-24 rubò a se stesso il ruolo ch’egli indossa.
………………………………………………………………………………….[omissis]
29-82 “Torniamo su, qui non ci sono ponti.
29-83 L’ottava bolgia è poco più distante,
29-84 non c’è da attraversare mari e monti!”

29-85 Maestro, sono Carlo o sono Dante?
29-86 “E che importanza ha? Nessun dei due!
29-87 L’Identità Divina è Equidistante!

29-88 Le tue virtù, in realtà, non sono tue.
29-89 Non siamo navi, mozzi o timonieri:
29-90 siamo polene che ornano le prue.

29-91 Siamo soltanto un branco di pensieri
29-92 che nuotano in un mare di illusione.
29-93 Del Grande Gioco siamo prigionieri.”
………………………………………………………………………………….[omissis]
29-103 La mente è fraudolenta consigliera!
29-104 “L’hai detto, e questa bolgia è sua dimora!
29-105 Ma di esser qui non credo vada fiera!

29-106 Osserva il fuoco che il terreno irrora:
29-107 in ogni fiamma è un’anima che giace
29-108 e il rogo del castigo la divora.
………………………………………………………………………………….[omissis]
29-115 Ma adesso, senza infamia e senza lode,
29-116 vedrai colui che in questo si distingue:
29-117 ti voglio presentare Ulisse, il ‘prode’.

29-118 Nel fuoco che si leva con due lingue,
29-119 l’una è Diomede, l’altra tu sai già.
29-120 È fiamma eterna e il tempo non la estingue.

29-121 Per soddisfar la sua curiosità
29-122 per nuove terre ancora da esplorare,
29-123 condusse i suoi compagni all’aldilà.

29-124 Il suo fu un fraudolento ben parlare.
29-125 Ricorderai, non serve che ti aiuti,
29-126 con quale frase li spronò ad andare!”

29-127 ‘Fatti non foste a viver come bruti,
29-128 ma per seguir virtute e canoscenza’
29-129 “Perirono in quei mari sconosciuti!”
………………………………………………………………………………….[omissis]
29-136 Ancora cinque canti e sei arrivato,
29-137 ma non sai dove, né per quale scopo
29-138 il tuo destino ti ci avrà portato.
29-139 Non puoi saperlo prima… e neanche dopo!”

 Canto XXX

30-1 La nona bolgia, superato il ponte,
30-2 si para a me mostrandomi un dolore
30-3 che si perpetua oltre l’orizzonte.

30-4 “Punito è qui chi fu seminatore
30-5 di odio, di discordia e divisione,
30-6 al pari del più bieco appestatore.

30-7 Causando scismi nella religione
30-8 o antitesi politico-sociale,
30-9 subisce qui la giusta punizione.

30-10 Il giusto contrappasso è tale e quale
30-11 al danno che da questi fu causato
30-12 agendo in vita in modo conflittuale.

30-13 Il diavolo, di aguzza spada armato,
30-14 a pezzi il loro corpo va tagliando
30-15 fintantoché del tutto sia smembrato

30-16 ma le ferite van rimarginando,
30-17 ricomponendo il corpo ancora intatto,
30-18 che il demone di nuovo va squartando.”
………………………………………………………………………………….[omissis]
30-46 Ma adesso è giunto il tempo di capire
30-47 che l’Unica Realtà dell’esistenza
30-48 è lungi da ogni umano percepire.

30-49 Noi siamo tutti un’Unica Coscienza
30-50 e non esiste corpo o divisione,
30-51 se non nel nostro sogno di apparenza.

30-52 Per questo ti ho condotto qui: l’azione
30-53 dei demoni che van smembrando gli arti
30-54 non è soltanto mera punizione

30-55 ma è un monito per te, per insegnarti
30-56 che tu sei il primo ad esserti diviso
30-57 in cento, mille e molte ancor più parti!
………………………………………………………………………………….[omissis]
30-97 Tu vivi nel ‘Paese dei Balocchi’,
30-98  laddove il mondo brulica di stolti,
30-99 di falsi burattini, di Pinocchi!

30-100 Vedrai tu stesso che verremo accolti
30-101 da chi del falso fé virtù sì immonda
30-102 che lebbra e scabbia scava i loro volti!”

30-103 Decima bolgia: sempre più profonda
30-104 è questa mia discesa nell’abisso.
30-105 Un’eco di lamenti mi circonda.
………………………………………………………………………………….[omissis]
30-112 La bolgia accoglie falsi, ciarlatani
30-113 e truffatori d’ogni rango e casta
30-114 che dell’imbroglio furono sovrani.

30-115 Il contrappasso è giusto: è quanto basta
30-116 per tormentarli dall’interno e rende
30-117 perfetta idea di pandemia nefasta:

30-118 il falso credo è un virus che ti prende
30-119 se invece di seguir l’intuizione
30-120 la mente di capir tutto pretende.
………………………………………………………………………………….[omissis]
30-133 Guarda i falsari qui, guarda in che stato
30-134 la malattia infestante li ha ridotti!
30-135 Il contrappasso è giusto, e va pagato!

30-136 Ben pochi sono gli uomini più edotti
30-137 che san capire il senso della vita…
30-138 E tutti gli altri il morbo invade a flotti! “

30-139 Maestro, una cosa l’ho capita:
30-140 ogni Corona reca le sue spine.
30-141 La vita è falsamente percepita.

30-142 “Infatti, ciò che accade ha sempre un fine
30-143 ma in pochi san comprendere l’arcano
30-144 che sfugge ai più, imbevuti di dottrine.

30-145 Ancora quattro canti, piano piano,
30-146 ci avviciniamo al punto in cui mi vedi
30-147 abbandonar la stretta della mano
30-148 in quanto avrai imparato a stare n piedi!”

Canto XXXI

31-1 Nel nono cerchio, il lago di Cocìto
31-2 ci attende con il suo richiamo sordo.
31-3 Il viaggio ancor non si può dir finito!

31-4 Le dieci bolge sono ormai un ricordo
31-5 che come potrei mai dimenticare?
31-6 Del pozzo già intravedo l’erto bordo.

31-7 Il pozzo dell’inferno ho da varcare
31-8 per scendere giù giù, sempre più in fondo,
31-9 laddove il senno inizia a vacillare.

31-10 Scendo nell’ego, perfido ed immondo,
31-11 che in questo strano Gioco del Divino
31-12 mi illude di esser vivo, in questo mondo.

31-13 C’è appena luce (ma non già è mattino)
31-14 che non permette di vedere bene.
31-15 Odo suonare un corno, è qui vicino.

31-16 Maestro, qui non vedo soffrir pene!
31-17 Nascoste tra le nebbie là, più avanti,
31-18 scorgo più torri… o son figure aliene?

31-19 “Non sono torri, sono dei giganti
31-20 immersi nella roccia fino al busto,
31-21 che sembrano pinnacoli svettanti.”

31-22 Maestoso, come pianta d’alto fusto,
31-23 e ad occhio alto più di cento palmi,
31-24 quello col corno in spalla è il più robusto.

31-25 “Raphèl maý amè(c)che zabì almi”
31-26 urla al Maestro mio, che lo rimbrotta:
31-27 “Suona il tuo corno, dai, così ti calmi!
………………………………………………………………………………….[omissis]
31-61 “Or prima di mostrarti in quale giogo
31-62 sono conficcati gli ospiti dannati
31-63 che a mille sofferenze danno sfogo,

31-64 permettimi, ci siam dimenticati
31-65 di fare un breve excursus sulla storia
31-66 di quei giganti poco fa incontrati!

31-67 Nel mondo umano, in cerca della gloria
31-68 e di potere, fama ed arrivismo,
31-69 ben altri mostri agiscono con boria.

31-70 Comprendi di chi parlo? Il meccanismo
31-71 è quello di creare sudditanza
31-72 con l’uso della forza e col cinismo.

31-73 Sui popoli governano ad oltranza,
31-74 di tutti i loro beni fan razzia
31-75 sebbene chi comanda è in minoranza.

31-76 Non si può dir che sia democrazia
31-77 laddove un uomo solo il volgo assilla
31-78 muovendosi con lucida pazzia!

31-79 Sono giganti, si, ma son di argilla!
31-80 Un forte ego e personalità
31-81 che tra gli opposti dipendenti oscilla.”
………………………………………………………………………………….[omissis]
31-103 Andiamo, che dobbiamo avvicinarci
31-104 alla Caìna, dove i rei nel ghiaccio
31-105 a faccia in giù non possono guardarci.

31-106 Ancora mi domando come faccio
31-107 a masticare tanta conoscenza.
31-108 Mi sento come lepre presa al laccio!

31-109 Un'atmosfera cupa di violenza
31-110 fa dei dannati e il ghiaccio cosa sola;
31-111 immobili, tra freddo e sofferenza.

31-112 Maestro, tu non proferir parola
31-113 che anch’io non sarei in grado di parlare  
31-114 se non mi fossi aperto alla tua scuola!

31-115 Immersi nella lastra a congelare
31-116 nel ghiaccio che rinserra i loro cuori,
31-117 soltanto in basso possono guardare.

31-118 Chi sono costoro? “Sono i traditori
31-119 che uccisero parenti a tradimento
31-120 per soldi, convenienza o dissapori.

31-121 Adesso, con supplizio e con tormento,
31-122 dal ghiaccio solo il loro viso affiora,
31-123 sfregiato dalle lacrime d’argento.

31-124 Ma andiamo adesso, verso l’Antenòra.
31-125 Ben altri tradimenti hai da vedere;
31-126 lo so che di andar là non vedi l’ora!”
………………………………………………………………………………….[omissis]
31-142 “Ci sei vicino, mancano tre canti.
31-143 Stai comprendendo che non c’è esperire.
31-144 Che non ci sono allievi né insegnanti,
31-145 Non sei mai nato, mai potrai morire!”

Canto XXXII

………………………………………………………………………………….[omissis]
32-19 Chi sono io? Di esser ‘me’ son certo?
32-20 O sono solo un’allucinazione,
32-21 la ‘falsa nota’ persa in un Concerto?

32-22 Per quanto provi questa sensazione
32-23 di esser vivo, libero, cosciente,
32-24 sono realmente il padre di ogni azione?

32-25 Ho solo questo corpo, questa mente,
32-26 più i cinque sensi e il senso di esser vivo
32-27 che rende questo essere senziente.

32-28 Mi sento un ‘io’ esistente e volitivo,
32-29 ma sono un burattino manovrato
32-30 il quale agire è succube e passivo.
………………………………………………………………………………….[omissis]
32-40 Ma il viaggio va sognato con ardore!
32-41Andiamo a visitare l’Antenòra,
32-42 laddove il ghiaccio è fonte di dolore.

32-43 “Di chi tradì la patria, è la dimora.
32-44 Paonazzo per il freddo e in su rivolto
32-45 è il loro viso, che calore implora.

32-46 Non biasimarti, ormai non sei più stolto,
32-47 seguace di una fede lusinghiera
32-48 che chiede a dio ciocché par gli sia tolto.

32-49 E a nulla può servire la preghiera
32-50 che si alza al cielo terso del mattino,
32-51 né al mezzogiorno o ai vespri della sera!
………………………………………………………………………………….[omissis]
32-58 Maestro, io ti seguo volentieri
32-59 ma sento un soffio gelido che crea,
32-60 di tanto in tanto, spifferi leggeri…

32-61 “Più avanti capirai, la Tolomea
32-62 da pochi passi appena è separata.
32-63 Al vento non pensarci… è una tua idea!

32-64 Osserva invece qui, sulla gelata,  
32-65 dannati inermi posti in questo stallo
32-66 non volti in giù ma a pancia sollevata.

32-67 Coperto da visiera di cristallo
32-68 di lacrime ghiacciate sopra il viso,
32-69 punito viene qui del proprio fallo.

32-70 È il traditore, reo di avere ucciso
32-71 donando prima l’ospitalità
32-72 a chi la vita avrebbe poi reciso.

32-73 Ma esiste pure un’altra verità:
32-74 afferma che quell’anima qui giaccia
32-75 sebbene il corpo umano sia ancor là;

32-76 là sulla Terra, e che al demonio piaccia
32-77 vestir le spoglie umane di un dannato
32-78 cui l’anima in Cocìto già si ghiaccia!”

32-79 Maestro, se il mio corpo è condannato
32-80 a diventare carne putrefatta,
32-81 perché lo percepisco?  Perché è nato?
………………………………………………………………………………….[omissis]
32-133 “Difficile è la Via che è senza accesso,
32-134 sul cui cammino l’uomo-sogno cade
32-135 seguendo l’illusione del successo”

32-136 Due canti ancora e poi, che cosa accade?
32-137 “Nulla di cui tu possa andare fiero!
32-138 La vita ti propone mille strade:
32-139 traverse vie di un Unico Sentiero!”

Canto XXXIII

33-1 “Or prima di arrivare alla Giudecca,
33-2 dov’è sovrano il mostro del tuo ego,
33-3 laddove danna il ‘peccator che pecca’…

33-4 …Se presti orecchio a me, ora ti spiego
33-5 perché tu debba esistere vessato
33-6 da questo infame, ch’io giammai rinnego.

33-7 Da dove giunge l’ego? L’hai trovato
33-8 ad aspettarti il giorno in cui la mente          
33-9 ti ha reso un individuo separato.

33-10 Prima di allora, tu non eri niente.
33-11 Fin dall’istante del concepimento,
33-12 agivi solo inconsapevolmente.
………………………………………………………………………………….[omissis]
33-73 Maestro, la lezione si fa dura!
33-74 “Lo so, ma sii ottimista: mal che vada
33-75 hai visto Dio da un’altra angolatura!

33-76 Il sole in una goccia di rugiada
33-77 non è lo stesso sole che risplende
33-78 ma un suo riflesso ai bordi di una strada.

33-79 Ma se la goccia evapora, pretende
33-80 che pure il sole debba scomparire?
33-81 Tu Sei la goccia… e ciò che non comprende!

33-82 E l’ombra, che tu vedi comparire
33-83 laddove il sole irraggia la sostanza,
33-84 ha consistenza o è un semplice apparire?

33-85 Ma quando entri al buio di una stanza
33-86 e l’ombra del tuo corpo eclissa via,
33-87 il sole muterà la sua sembianza?               

33-88 ‘Sì pure l’ombra può - quale follia -
33-89 equiparar se stessa al suo soggetto
33-90 muovendosi in completa autonomia ?
………………………………………………………………………………….[omissis]
33-151 Ma andiamo adesso, andiamo dal ‘reietto’!
33-152 Questa Commedia ormai sta per finire
33-153 ma niente è stato scritto o è stato letto!

33-154 Un canto ti separa dal lambire
33-155 la Verità che brami di vedere
33-156 ma è un desiderio che non puoi esaudire
33-157 in quanto Sei già ciò che vuoi sapere!”

Canto XXXIV

34-1” Non puoi capir, se non ci sei già stato
34-2 ma puoi pensar che a te non sia successo,
34-3 o al massimo che te lo sei inventato.

34-4 Lucifero è là al centro e non c’è accesso
34-5 né via di fuga che ti può salvare,
34-6 a men che tu non fugga da te stesso.“         
………………………………………………………………………………….[omissis]

                       

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Carlo Nardini

(Jader)




Trilogia Dell' (non) Essere



1° Edizione - © 2020