Gli Yoga Sutra di Patañjali Prima parte (by Jader)




 Gli Yoga-Sutra di Patañjali sono un’opera antichissima scritta in sanscrito.  L’argomento del testo è tra i più ardui, e tocca livelli filosofici, scientifici, psicologici e religiosi. Alle difficoltà che offre la lingua si aggiungono quelle dovute allo stile estremamente sintetico ed  essenziale del testo. Si ritiene che gli Yoga-Sutra di  Patañjali siano un testo di psicologia del profondo, di eccezionale valore, atto ad integrare e convalidare le ricerche, che in Occidente si sono andate accumulando, dopo l’apertura sull’inconscio dataci da Freud. Ancora oggi si studia e si interpreta, e da generazioni serve da guida sicura e affidabile. E‟ considerato lo yoga “classico” e la sua importanza pratica dipende soprattutto dal valore dei commentatori, dato che il testo in sé è di eccezionale difficoltà interpretativa. 
Letteralmente, «sutra» significa «filo»: quello che tiene insieme le perle di una collana, o lega in una continuità sotterranea idee apparentemente discontinue. 

La stesura si divide in quattro sezioni (pada). 

Il primo pada, composto di 51 sutra, tratta del samadhi, tecnica mentale raffinatissima che rappresenta anche il gradino più elevato del percorso yogico e che porta a superare il condizionamento che ci deriva dai meccanismi automatici del pensiero.

Il secondo pada o Sadhana-pada, di 55 sutra, riguarda la pratica dell’allievo. 

Il terzo, Vibhuti-pada,  di 56 sutra, è relativo al controllo dei livelli che la nostra cultura chiama paranormali 

L’ultimo pada, infine, di soli 34 sutra, appare come un testo di chiarimenti sugli argomenti precedentemente esposti e sono molti gli elementi che convalidano l’ipotesi che sia stato aggiunto in epoca più tarda.