Riflesso di me stessa ma identificata
in questo oggetto umano, in questo corpo-mente.
IO SONO la Coscienza, niente mi ha creata
poiché sono il Divino, sono la Sorgente.


Nan Yar?
Tat Tvam Asi!

"IO SONO CIO' PER CUI SO CHE IO SONO"

Meditare con la Poesia

Meditazione sulla vana ricerca del Reale



Difficile da cogliere è il Reale
perché è già qui ma tu lo stai cercando
nel modo manifesto del duale
che Tu, Sorgente in Te, stai immaginando.

Capita sovente che organismi corpo-mente che inizino a percepire la necessità di esplorare la propria sfera spirituale chiedano suggerimenti su quali siano le vie più efficaci per raggiungere, se non proprio il Risveglio, almeno uno stato di quiete mentale e di consapevolezza. Le risposte che ricevono sono quasi sempre indirizzate ad una tecnica da applicare con sforzo, tenacia e sacrificio, quali ad esempio lo yoga o la meditazione. Domande e risposte ruotano sempre su un unico asse: l’individualità di colui che pone la domanda e la convinzione in buona fede, da parte di chi formula la risposta, che il suo suggerimento sia quello giusto. Spesso il rammarico di chi domanda è di non avere mai tempo a sufficienza per isolarsi dal caotico vivere quotidiano per trovare una manciata di minuti da dedicare all’esplorazione interiore. D’altro canto, il dispensatore di consigli insiste nell’affermare che per riuscire nell’intento occorre un sincero desiderio di riuscire e quindi il tempo occorre trovarlo e le tecniche devono essere apprese mediante una metodica applicazione degli insegnamenti. “Lasciate o voi dormir colui che dorme!” ci sarebbe da affermare all’uomo in trance il cui ego prova il desiderio di aiutare un altro ego, anch’esso vittima incosciente della Divina Ipnosi. Il Grande Gioco di Maya prevede tra le sue regole anche questa illusione: che l’ego umano debba percepirsi individuale e scisso, considerarsi un soggetto in grado di agire con libero arbitrio e, soprattutto, possedere le doti e capacità di base che, se sviluppate, possono condurre all’Illuminazione. Il Saggio osserva, senza biasimare e senza interferire in questo divino gioco delle parti che pone sullo stesso piano maestro e discepolo: da una parte colui che desidera elevare la propria spiritualità fino alla soglia del Divino, dall’altra colui che crede di essere in grado, grazie a tecniche apprese o da lui stesso sviluppate, di dispensare utili consigli che possano aiutare chi vorrebbe ma non riesce. Il saggio sorride: sa che il messaggio che sarebbe in grado di diffondere non può essere compreso da alcuna mente che sia ancora identificata con il corpo che la alloggia. Tantomeno, può essere recepito dall’ego umano, che per sua natura è all’origine della scissione tra uomo e Divino. Come far comprendere che non c’è nessun obiettivo da raggiungere in quanto “tutto ciò che è” è già qui, in questo illusorio momento presente? Come far comprendere che non esiste separazione, non esiste agente che compia alcuna azione sebbene le azioni appaiano compiersi? Come far comprendere che l’unico soggetto è la Sorgente e che l’essere umano non è altro che un oggetto inesistente, che sembra materializzarsi nel Sogno Divino? Il viandante è già a casa, non si è mai allontanato da casa, è la casa stessa perché egli stesso è la Sorgente che sta cercando di raggiungere! Il Saggio sa che solo la Sorgente può decidere quale personaggio del suo sogno otterrà il Risveglio, riconoscendosi la Sorgente stessa che è già.