Riflesso di me stessa ma identificata
in questo oggetto umano, in questo corpo-mente.
IO SONO la Coscienza, niente mi ha creata
poiché sono il Divino, sono la Sorgente.


Nan Yar?
Tat Tvam Asi!

"IO SONO CIO' PER CUI SO CHE IO SONO"

Meditare con la Poesia

Meditazione sull'Osservatore del mondo fenomenico


Se non esisto io che sto scrivendo;
se non esisti tu che stai guardando;
chi è che osserva ciò che sta avvenendo?
Colui o Colei che in Sé ci sta sognando!

Non esiste nessun individuo che sta scrivendo questi aforismi ma lo scrivere avviene. Non esiste nessun individuo che legge queste frasi ma il leggere avviene. Secondo il Buddha "Gli avvenimenti accadono, le azioni vengono compiute, ma non esiste un'entità individuale che agisce". Comprendere questa ardua Verità così apparentemente inconcepibile è il raggiungimento dell'Illuminazione o Risveglio. L'organismo corpo-mente, definito altrimenti uomo, possiede una mente programmata per credere di compiere le sua azioni nel mondo fenomenico, agendo liberamente grazie al libero arbitrio di cui sembra disporre. A livello intellettuale, la mente umana non è programmata per capire quali Verità rimangano celate dietro l'apparente capacità di volizione che occorre all'essere senziente per poter creare quei rapporti di interrelazione socio-emozionale che sono indispensabili alla manifestazione fenomenica nel suo costante fluire da un avvenimento all'altro. Intellettualmente impossibile da concepire, se non addirittura impossibile da immaginare, questa Verità si mostra solo attraverso lo strumento di cui la Coscienza Universale dispone per comunicare con la parte di Se Stessa (ovvero la Coscienza Individuale) che si è erroneamente identificata con i corpo-mente da Lei creati ed impersonificati. Questo strumento è l'Intuizione: capacità percettiva che non necessita dei sensi esterni umani per recapitare il suo messaggio al più profondo Sé che giace assopito nell'uomo. L'ego è il nemico più perfido dell'intuizione: la sua supremazia, così come il suo attaccamento al mondo materiale delle cose e la sua costante ricerca dell'appagamento dei desideri materiali, ostacolano il manifestarsi del pensiero spontaneo intuitivo perché ciò significherebbe la dissoluzione dell'identificazione della Coscienza con l'organismo fenomenico individuale abitato. Il Saggio illuminato è consapevole che tutto ciò che accade non ha mai un soggetto responsabile di questo accadere. Sa di "esistere" esclusivamente all'interno della Divina Fantasia Immaginativa dell'Eterna Potenzialità, in cui tutto accade senza tuttavia esistere. Il Saggio diviene Testimone del sogno divino e, amalgamatosi con la Sorgente, partecipa quale Divino Osservatore al compiersi della manifestazione fenomenica.